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Xi si mostra forte con Trump e Putin mentre i consumi interni cinesi scivolano al +0,2%, il minimo dal 2022

Cos’è successo
Lo slancio economico cinese sta rallentando in modo rilevante, a causa della debolezza strutturale della domanda interna e del crollo del settore immobiliare. Secondo la pubblicazione dei dati economici di aprile, su base annua, sebbene il Prodotto interno lordo (Pil) del primo trimestre abbia registrato una crescita del 5%, in linea con gli obiettivi ufficiali di Pechino, e le esportazioni siano volate al +14% trainate dal boom globale dell’AI, i consumi interni hanno toccato il livello più basso dal 2022 con un timido +0.2%, nettamente inferiore alle aspettative. Questi dati arrivano a pochi giorni dalla visita di Donald Trump in Cina e dall’imminente viaggio a Pechino di Vladimir Putin, entrambi incentrati sulla volontà di Xi Jinping di rilanciare l’immagine di una Repubblica popolare stabile sul piano interno e internazionale.
La forte crisi dei mercati immobiliari e il rallentamento delle fabbriche – con una crescita della produzione ferma al 4.1% – evidenziano come i finanziamenti e gli aiuti stanziati dallo Stato non bastino a ridare ottimismo ai cittadini e alle aziende del territorio. Questo andamento sta creando una forte dipendenza dalle esportazioni per compensare la crisi interna, esponendo il Paese ai rischi di uno scenario internazionale sempre più frammentato.
Perché conta
- La crescita asimmetrica della Cina genera un surplus commerciale massiccio che esaspera le tensioni con i partner occidentali, che Pechino di scaricare all’esterno la propria sovrapproduzione industriale a prezzi svantaggiosi per la concorrenza;
- Il drastico calo del comparto immobiliare e la contrazione della produzione industriale dimostrano che gli stimoli governativi faticano a riattivare la fiducia dei consumatori e delle imprese locali;
- L'impennata dei costi delle materie prime, causata dal conflitto in Iran, rischia di erodere definitivamente i margini di profitto delle fabbriche cinesi, frenando la propensione agli investimenti privati.
Adesso
- La ricerca di una stabilità strategica, celebrata nel recente summit fra Trump e Xi a Pechino, si scontra con la mancanza di accordi commerciali concreti per superare definitivamente la guerra commerciale;
- A livello europeo l’afflusso di prodotti tecnologici ed elettronici cinesi a basso costo acuisce il dibattito sull'introduzione di misure protettive per proteggere l'industria manifatturiera interna, specialmente in un momento in cui la crescita continentale è già frenata dall'incertezza geopolitica;
- L'Italia guarda con attenzione a questa frenata, poiché una contrazione dei consumi di Pechino riduce lo spazio per l’export del Made in China di fascia alta, mentre espone i nostri distretti industriali ai rincari della manifattura asiatica.