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Vivere più a lungo, ma senza protezione: la sfida della longevità per le assicurazioni
Cosa è successo?
La Geneva Association ha pubblicato Insurance and the Longevity Economy (febbraio 2025), un report che analizza l’impatto dell’allungamento della vita sui modelli assicurativi. Il dato chiave è la divergenza crescente tra life span, health span e wealth span: nei Paesi OCSE si vive in media circa 11 anni in più in cattiva salute e spesso con risorse finanziarie insufficienti. Il report si basa anche su una survey globale su 15.000 persone in 12 Paesi, che mostra come la popolazione sia consapevole dei rischi della longevità ma tenda a sovrastimare la propria preparazione, soprattutto su salute e risparmio.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo la longevità non è solo un tema pensionistico. Colpisce insieme vita, salute e risparmio, aumentando costi sanitari, domanda di long-term care e rischio di povertà in età avanzata. Il report stima un pension protection gap globale di circa 1.000 miliardi di dollari l’anno e un health protection gap fino a 4.000 miliardi. Inoltre, il 61% degli intervistati si dice preoccupato per l’accesso a cure e assistenza, ma molti non acquistano coperture per motivi di costo, complessità o scarsa comprensione. Questo ha impatti diretti su crescita, sostenibilità tecnica e ruolo sociale dell’assicurazione.
E adesso?
Il messaggio è operativo: le compagnie devono sviluppare soluzioni ibride che combinino protezione, risparmio e servizi sanitari, superando la separazione tra life e health. Prevenzione, prodotti più semplici e integrazione con politiche pubbliche diventano leve centrali per rendere assicurabile una società che vive fino a 100 anni.