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Biodiversità globale: quasi metà delle specie migratorie in declino
Cosa è successo?
È iniziata a Campo Grande (Brasile) la CMS CoP15, la conferenza globale sulla conservazione delle specie migratorie sotto l’egida delle Nazioni Unite. Governi, scienziati e stakeholder internazionali si riuniscono per definire un’agenda coordinata contro la crisi della biodiversità. Un nuovo report ONU presentato in apertura evidenzia dati critici: il 49% delle popolazioni di specie migratorie è in declino (in aumento rispetto a due anni fa) e il 24% è a rischio estinzione. La conferenza discuterà azioni concrete, tra cui l’estensione della protezione a 44 nuove specie e il rafforzamento dei corridoi ecologici.
Perché è importante?
Le specie migratorie sono essenziali per il funzionamento degli ecosistemi globali: impollinazione, trasporto di nutrienti, regolazione dei parassiti e stoccaggio del carbonio. Il loro declino riflette un problema strutturale: frammentazione degli habitat e sovrasfruttamento stanno interrompendo le connessioni ecologiche su scala globale. Il tema non è solo ambientale: circa il 50% del PIL mondiale dipende dalla natura, rendendo la biodiversità una variabile economica sistemica. La CMS CoP15 rappresenta inoltre un passaggio chiave verso la COP17 sulla biodiversità.
E adesso?
Per il settore assicurativo, il deterioramento delle specie migratorie rafforza il rischio legato alla perdita di servizi ecosistemici. La frammentazione degli habitat può amplificare rischi in agricoltura, pesca e gestione del territorio, aumentando la probabilità di perdite correlate. Allo stesso tempo, emerge una crescente domanda di strumenti finanziari e assicurativi legati alla resilienza degli ecosistemi e alla protezione della biodiversità. In prospettiva, la cooperazione multilaterale e nuovi standard internazionali potrebbero tradursi in obblighi più stringenti per imprese e assicuratori.