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Acqua: governance sottofinanziata e distorsioni sistemiche nei costi
Cosa è successo?
Il report “The United Nations World Water Development Report 2026 – Water for All People” evidenzia un problema strutturale nella gestione globale delle risorse idriche: governance debole, sottofinanziamento e forte squilibrio di genere. Le donne rappresentano meno del 30% dei ruoli tecnici e manageriali nel settore e meno del 20% delle posizioni di leadership. Inoltre, il report sottolinea come il lavoro non retribuito, soprattutto femminile, venga sistematicamente ignorato nella valutazione economica dei sistemi idrici. A questo si aggiunge un massiccio gap di investimenti, descritto come nell’ordine dei “trilioni di dollari”.
Perché è importante?
Questa combinazione genera una sottovalutazione strutturale del costo reale delle infrastrutture idriche. Se i sistemi vengono classificati come “low cost” senza incorporare il lavoro invisibile e i costi sociali, le decisioni di investimento risultano distorte. Il deficit di dati disaggregati per genere limita ulteriormente la capacità di pianificazione efficiente. Nel complesso, il settore idrico emerge come un’area critica di rischio sistemico infrastrutturale, dove inefficienze di governance si traducono in vulnerabilità operative e finanziarie.
E adesso?
Per il settore assicurativo, questo implica che molti asset legati all’acqua (utility, infrastrutture pubbliche, sistemi di irrigazione) potrebbero essere misprezzati rispetto al rischio reale. Le coperture su infrastrutture idriche e i prodotti parametrici legati al rischio acqua devono integrare meglio variabili come governance, dati incompleti e costi nascosti. In prospettiva, la chiusura del gap di investimenti e il miglioramento della governance rappresentano sia una necessità sistemica sia un’opportunità per sviluppare nuovi strumenti assicurativi e finanziari legati alla resilienza idrica.