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Crisi idrica globale: 2,1 miliardi senza accesso all’acqua sicura
Cosa è successo?
Il report “The United Nations World Water Development Report 2026 – Water for All People” (UNESCO / UN-Water) evidenzia la persistenza di un grave deficit idrico globale. Nel 2024, circa 2,1 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua potabile gestita in sicurezza, mentre 3,4 miliardi vivono senza servizi igienici adeguati. La scarsità infrastrutturale è tale che la raccolta dell’acqua richiede 250 milioni di ore al giorno, in larga parte sostenute da donne e ragazze nelle aree rurali.
Perché è importante?
Il report trasforma il tema dell’accesso all’acqua da questione sociale a rischio sistemico globale. La mancanza di acqua sicura incide direttamente su salute pubblica, produttività agricola e sviluppo economico, soprattutto nei mercati emergenti. Il dato sulle ore spese per la raccolta dell’acqua evidenzia anche un impatto strutturale su istruzione, partecipazione economica e disuguaglianze di genere. In un contesto di crescita demografica e cambiamento climatico, il deficit idrico diventa un moltiplicatore di vulnerabilità.
E adesso?
Per il settore assicurativo, l’accesso all’acqua emerge come variabile chiave nei modelli di rischio geografico. Le aree con infrastrutture idriche insufficienti presentano maggiore esposizione a rischi sanitari e agricoli, con impatti su prodotti vita, salute e agricoltura. In prospettiva, cresce la necessità di integrare il rischio idrico nei modelli attuariali e di sviluppare soluzioni assicurative e finanziarie legate a infrastrutture idriche, resilienza climatica e sviluppo sostenibile.