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Uno studio francese basato sulla valutazione di 60 esperti esclude l'Italia dalla top 5 dei servizi segreti europei

Cos’è successo
La scorsa settimana, il settimanale francese L’Express ha pubblicato un ranking reputazionale dei servizi di intelligence europei, basato sulle valutazioni di 60 professionisti in servizio o in pensione provenienti da 25 Paesi (compresi gli Stati Uniti). Ogni votante ha indicato una top five, assegnando da 5 a 1 punti.Al primo posto ci sarebbe il britannico MI6, seguito dalla francese DGSE e poi dai servizi olandesi. L’Ucraina entra nella top 5 grazie alle capacità operative sviluppate in guerra. La Germania (BND) è quinta.
Tra i Paesi nordici o baltici, la Svezia si piazza sesta, la Norvegia settima, l’Estonia ottava, mentre la Lituania è 18ª. Ungheria, Bulgaria e Slovacchia non hanno ricevuto alcun voto. Secondo gli intervistati, i criteri informali di prestigio sono: presenza di “talpe” ad alto livello in Russia, Cina e Iran; capacità di sabotaggio o operazioni clandestine; e intercettazione di dati sensibili (satelliti, cavi sottomarini, hacking).
Perché conta
- Il ranking misura soprattutto la reputazione tra pari, non l’efficienza relativa al budget. I Paesi baltici e nordici operano con risorse di decine di milioni di euro, contro i miliardi del MI6, eppure ottengono riconoscimenti elevati;
- L’Estonia è elogiata per cyber-intelligence, OSINT e la qualità dei report annuali sulla Russia; la Svezia per HUMINT, monitoraggio dei movimenti russi e capacità tecnologiche (inclusi i futuri satelliti di intelligence e il GlobalEye). I punti ciechi: nessuno dei servizi baltici è riconosciuto per una forte capacità di human intelligence (HUMINT) all’interno della Russia; la Lettonia è percepita come più vulnerabile all’influenza russa;
- Con il ritorno della competizione geopolitica tra grandi potenze, l'intelligence riacquista un ruolo di primo piano. Il ranking de L'Express è utile per comprendere come i servizi europei vengono percepiti e per i (probabili) risultati operativi raggiunti. Va però anche sottolineato come queste stime non solo non siano scientifiche ma debbano confrontarsi con un paradosso: il miglior servizio d'intelligence è quello che agisce nell'ombra e di cui, pertanto, se ne sa poco. E se se ne sa poco, è difficile valutarlo.
Adesso
- Il blocco Nordico-Baltico (NB8) è già percepito dagli altri servizi come un’unica area operativa. Nei prossimi mesi andrà approfondita la cooperazione concreta, soprattutto sfruttando le nuove capacità spaziali svedesi a supporto della strategia deep-strike baltica;
- I servizi estoni e lituani continueranno a puntare su trasparenza analitica (report pubblici) e specializzazioni (cyber, criminalità organizzata russa o affiliata a Mosca) per mantenere e rafforzare la propria reputazione;
- Sul medio termine, la vera prova non sarà il ranking reputazionale, ma la capacità di produrre intelligence azionabile contro la minaccia russa con risorse limitate. Se il blocco nordico-baltico riuscirà a integrare meglio HUMINT, SIGINT e capacità spaziali, potrà diventare uno dei poli più efficaci (e non solo più rispettati) dell’intelligence europea. All'interno di questo dibattito, si posizionale la più delicata questione dell'intelligence europea, difficile da creare ma senza la quale non vi può essere una difesa europea.