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Trump ottiene 1 sentenza favorevole e 3 verdetti contrari dalle ultime decisioni della Corte Suprema

Cos’è successo
Nell'ultima sessione di decisioni la Corte Suprema degli Usa ha delineato un quadro complesso per il futuro politico del Paese, regalando a Donald Trump un verdetto storico sull'estensione dei poteri presidenziali ma sbarrandogli la strada su altri tre fronti cruciali. Sotto la superficie della storica sentenza che concede all'esecutivo la facoltà di licenziare i funzionari delle agenzie regolatorie indipendenti emerge una magistratura non allineata stabilmente con i desideri del leader repubblicano, a prescindere dall’orientamento politico dei singoli giudici.
In diversi casi, infatti, i tre giudici progressisti hanno trovato alleati inattesi tra i sei colleghi conservatori dimostrando che la massima istituzione giudiziaria intende preservare determinati contrappesi istituzionali. Il risultato finale indica un esito ambivalente per Trump, che pur vedendo rafforzata l'autorità della Casa Bianca incassa colpi durissimi sulla gestione della Federal reserve (Fed), sulle regole elettorali e sulle proprie vicende giudiziarie personali.
Perché conta
I quattro punti di questa tornata giudiziaria si riassumono in decisioni che influiscono direttamente sulla presidenza Trump.
- I giudici hanno annullato un precedente vecchio di novant'anni stabilendo, con una maggioranza conservatrice di sei a tre, che il presidente ha il potere di rimuovere i membri delle agenzie di regolamentazione indipendenti (le cosiddette authorities);
- Tuttavia, con una stretta maggioranza di 5 a 4 la magistratura ha bloccato il tentativo di Trump di licenziare la governatrice della Federal Reserve Lisa Cook, offrendole la possibilità di contestare le accuse nei suoi confronti (frode sui mutui);
- La Corte ha respinto il ricorso di Trump contro il conteggio dei voti per corrispondenza arrivati in ritardo ma timbrati entro il giorno del voto confermando l'autonomia dei singoli stati nelle procedure elettorali (un caso specifico nato da un ricorso del Comitato nazionale repubblicano contro una legge del Mississippi);
- Viene definitivamente confermata, invece, la condanna civile da cinque milioni di dollari per diffamazione nel caso della scrittrice E. Jean Carroll ponendo fine alla battaglia legale principale su questa vicenda.
Adesso
- Dal punto di vista dell'orientamento politico la Corte Suprema dimostra di non essere un blocco ideologico unico al servizio del leader repubblicano, poiché figure chiave come Roberts, Kavanaugh e Barrett hanno votato con i liberals per difendere l'indipendenza delle istituzioni;
- In vista delle imminenti Midterms la decisione sul voto per corrispondenza blinda le attuali regole statali sfavorevoli alla strategia restrittiva dei repubblicani lasciando la battaglia sulle riforme elettorali legata ai fragili equilibri del Congresso;
- A livello internazionale e politico Trump non esce del tutto indebolito, grazie al travolgente rafforzamento dei poteri esecutivi che l'Ue e gli alleati dovranno monitorare ma la sua leadership subisce un freno evidente nei suoi obiettivi economici e istituzionali a breve termine.