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Transizione climatica e rischio industriale: una nuova frontiera strutturale per l’assicurazione
Cosa è successo?
Dal Rapporto Annuale 2024 di UNIDO emerge un’accelerazione senza precedenti della trasformazione industriale nei Paesi in via di sviluppo. Nel solo 2024, i programmi UNIDO hanno contribuito a ridurre 82 milioni di tonnellate di CO₂, grazie a decarbonizzazione industriale, phase-down degli HFC ed energia pulita. Parallelamente, sono stati mobilitati 663,6 miliardi di dollari per la cooperazione tecnica e la capacità di delivery dei progetti è cresciuta del 29%. Questa ondata di investimenti riguarda idrogeno, rinnovabili, economia circolare e filiere produttive resilienti al clima.
Perché è importante?
Questa trasformazione non genera solo benefici ambientali, ma nuove categorie di rischio sistemico: rischi tecnologici, di costruzione, di performance, regolatori e politici. Molti di questi rischi restano sotto-assicurati, soprattutto nei mercati emergenti. Per il settore assicurativo, il baricentro si sposta dalla protezione di asset tradizionali verso soluzioni project-based: garanzie di performance per impianti green, coperture contro rischi normativi e politici per la finanza climatica, prodotti parametrici e blended collegati a fondi multilaterali (GCF, GEF).
E adesso?
Gli assicuratori che sapranno prezzare il rischio di transizione, e non solo quello fisico, avranno un vantaggio competitivo. Il rapporto UNIDO segnala una domanda strutturale di assicurazione come infrastruttura abilitante della transizione industriale globale, non una dinamica ciclica.
Fonte: https://www.unido.org/sites/default/files/unido-publications/2025-04/ANNUAL%20REPORT%202024.pdf