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Torbiere e deforestazione: emissioni a lungo termine creano nuove liability climatiche per assicurazioni

2 min di lettura

Cosa è successo?

Lo studio pubblicato su Nature Food (“Global patterns of commodity-driven deforestation and associated carbon emissions”, Singh & Persson, 2026) evidenzia che una parte rilevante delle emissioni legate alla deforestazione deriva dal drenaggio delle torbiere, un processo molto diverso dalle emissioni immediate associate alla perdita di biomassa. Il modello DeDuCE stima 41,2 gigatonnellate di CO₂ generate dalla deforestazione tra il 2001 e il 2022, a cui si aggiungono 2,9 gigatonnellate di CO₂ provenienti dal drenaggio delle torbiere. A differenza delle emissioni tradizionali, che avvengono principalmente al momento del disboscamento, le emissioni delle torbiere continuano ad accumularsi anno dopo anno per decenni.

Perché è importante?

Il fenomeno è particolarmente evidente nelle coltivazioni di olio di palma su terreni torbosi. Secondo il modello, un ettaro di torbiera drenata nel 2010 genera circa 54,41 tonnellate di CO₂ all’anno, e questo processo può continuare per decenni. I modelli che considerano queste emissioni come eventi singoli sottostimano significativamente il fenomeno: un periodo di accumulo di soli 5 anni riduce le stime del 59%, mentre un orizzonte di 10 anni le sottostima del 26%. Inoltre, il rischio è fortemente concentrato: circa l’84% delle emissioni globali da drenaggio torbiere legate alla deforestazione proviene dal Sud-Est asiatico, soprattutto Indonesia e Malesia, con l’olio di palma responsabile di circa il 55% delle emissioni globali da peatland.

E adesso?

Per il settore assicurativo questa dinamica implica rischi climatici e finanziari di lungo periodo. Le emissioni continuano anche dopo la fine della deforestazione, il che può complicare la valutazione di impegni ESG e strategie zero-deforestation delle imprese. Inoltre, strumenti finanziari e assicurativi legati al clima (come parametric insurance, catastrophe bond climatici o crediti di carbonio) potrebbero essere valutati su modelli che sottostimano il rischio reale nelle regioni con forte presenza di torbiere.

Fonte: https://www.nature.com/articles/s43016-026-01305-4

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