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Swiss Re prevede che la crescita dei premi assicurativi globali scenda all'1,3% nel 2026

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Swiss Re prevede che la crescita dei premi assicurativi globali scenda all'1,3% nel 2026

Cos’è successo

Il conflitto in Medio Oriente è diventato il quarto grande shock globale sulle catene di approvvigionamento in sei anni, e secondo l'ultimo rapporto sigma di Swiss Re Institute, "World insurance in 2026: Shock absorbers in a fragmenting world", la crescita reale dei premi assicurativi globali scenderà all'1,3% nel 2026, contro il 3,9% del 2025. L'inflazione globale è attesa in media al 4,0% nel 2026, circa un punto percentuale sopra le stime precedenti al conflitto, mentre la crescita del Pil mondiale dovrebbe rallentare al 2,5%, con tassi d'interesse destinati a restare più alti più a lungo.

"Il rischio geopolitico è diventato una caratteristica strutturale dell'economia globale, con quattro shock sull'offerta in sei anni", ha dichiarato Jérôme Haegeli, capo economista del gruppo Swiss Re, sottolineando che l'assicurazione ha un ruolo cruciale nel dare un prezzo a questi rischi emergenti.

Perché conta

  • Il ramo non vita è quello più colpito, con una crescita reale dei premi prevista allo 0,6% nel 2026, ben sotto il trend di lungo periodo del 3,6% registrato tra il 2015 e il 2024, con i mercati avanzati a guidare la frenata e quelli emergenti più resilienti;
  • Nonostante il rallentamento dei prezzi, gli assicuratori restano profittevoli, con un ritorno sul capitale previsto all'11,4% nel 2026, in calo dal picco del 14% nel 2025 e destinato a scendere al 7,7% nel 2028;
  • Il ramo vita, al contrario, mantiene una crescita robusta del 2,3%, sostenuta dai rendimenti più alti sui prodotti di risparmio e rendita e da demografia favorevole e riforme regolatorie nei mercati emergenti, mentre i governi spingono le aziende a passare da catene di fornitura "just-in-time" a una logica "just-in-case", privilegiando sicurezza nazionale e autonomia strategica sull'efficienza pura.

Adesso

  • A fare da contrappeso parziale al freno degli shock sull'offerta è il boom degli investimenti in intelligenza artificiale: Swiss Re Institute stima che la spesa in infrastrutture AI degli hyperscaler raggiungerà 750 miliardi di dollari nel 2026, contribuendo per 0,2-0,3 punti percentuali alla crescita statunitense e alimentando la domanda di coperture su proprietà, ingegneria, cyber, responsabilità civile e interruzione di attività;
  • Alcuni dei più grandi data center per l'AI hanno oggi un valore patrimoniale superiore ai 20 miliardi di dollari ancora prima dell'installazione delle tecnologie, un livello di concentrazione del rischio che secondo Ivan Gonzalez, ceo di Swiss Re Corporate Solutions, richiede soluzioni che vadano oltre l'assicurazione tradizionale, combinando risk engineering, trasferimento alternativo del rischio e strumenti di finanziamento;
  • L'attuale fase debole del ciclo assicurativo non vita potrebbe inoltre rivelarsi più breve delle precedenti, perché quanto più a lungo durerà la spinta inflattiva del conflitto mediorientale sui costi di riparazione, sostituzione e responsabilità civile, tanto più gli assicuratori saranno spinti a rialzare rapidamente i prezzi se perdite, inflazione e segnali di capitale peggioreranno oltre le attese.

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