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Le frodi via email aziendale crescono del 57% in un anno, trainate dall’AI
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Cos’è successo
Durante il NetDiligence Cyber Risk Summit di Filadelfia, dirigenti del settore assicurativo hanno segnalato il 21 ottobre che le perdite cyber sono sempre più guidate da interruzioni operative e frodi sofisticate, non più solo da ransomware e violazioni di dati tradizionali.
Secondo Christine Mapes, dirigente cyber di Travelers, le frodi via compromissione dell’email aziendale (BEC) rappresentano oggi circa il 50% dei sinistri cyber della compagnia, con una crescita del 57% nella frequenza tra il primo semestre 2025 e il primo semestre 2026, e un aumento della gravità dei sinistri del 30% dal 2023.
Perché conta
- I criminali hanno evoluto le proprie tattiche: non si limitano più al phishing tradizionale, ma combinano social media, audio, video ed email per costruire scenari estremamente credibili — Mapes ha descritto casi in cui i dipendenti erano convinti di comunicare con dirigenti senior su attività aziendali riservate, finendo per autorizzare pagamenti fraudolenti ingenti;
- Il meccanismo di attacco si è spostato dal furto di password al furto di token di autenticazione, permettendo ai criminali di impossessarsi di account senza bisogno che la vittima clicchi su un link sospetto — in molti casi, secondo Mapes, sono gli stessi dipendenti a “consegnare le chiavi del regno” volontariamente, convinti di seguire istruzioni legittime;
- Il problema si inserisce in un quadro più ampio segnalato da Swiss Re: l’AI è stata un fattore in un quarto delle violazioni cyber nel primo semestre 2026, mentre il 40% delle grandi aziende risulta sottoassicurato rispetto alla propria reale esposizione al rischio cyber.
Adesso
- Travelers raccomanda alle aziende di trattare l’identità, non il dispositivo, come la vera “unità di compromissione” da proteggere — un cambio di paradigma nella difesa informatica che riflette l’evoluzione delle tattiche di attacco verso il furto di credenziali digitali;
- I kit di phishing potenziati dall’AI vengono sempre più usati per colpire piattaforme aziendali diffuse come Microsoft 365 e Google Workspace, ampliando la superficie di attacco disponibile ai criminali rispetto alle singole caselle email;
- Resta da vedere se il settore assicurativo riuscirà ad adeguare rapidamente i propri prodotti cyber a queste nuove tattiche basate sull’AI, in un contesto dove — nonostante la crescita dei sinistri — i premi cyber restano in calo da quattro anni consecutivi, scendendo di un ulteriore 5% nel solo 2026.