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Supply chain & assicurazioni: la “servicification” sposta il rischio dagli asset fisici agli intangibili
Supply chain & assicurazioni: la “servicification” sposta il rischio dagli asset fisici agli intangibili
Cosa è successo?
Il policy brief OCSE “Global Value Chain Repositioning” evidenzia una trasformazione strutturale delle catene del valore: la crescente “servicification” del manifatturiero. Tra il 2022 e il 2024, la quota di servizi nel valore aggiunto industriale è aumentata in quasi tutti i settori, con picchi significativi (+4,5 p.p. nei chimici, +4,3 p.p. nell’elettronica nei grandi mercati emergenti). Il valore economico non è più concentrato solo nei beni fisici, ma sempre più in software, know-how, servizi professionali e componenti digitali. Alcune economie, come Irlanda e Lussemburgo, mostrano una forte integrazione di questi servizi nelle supply chain globali, con elevati forward linkages.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, questo rappresenta un cambiamento profondo nella natura del rischio assicurabile. I modelli tradizionali (property, cargo, marine) sono progettati per coprire asset tangibili e flussi fisici. Ma una quota crescente del valore nelle supply chain è oggi immateriale e difficilmente assicurabile con strumenti standard. Questo crea un protection gap strutturale: perdita di dati, interruzioni di servizi digitali, fallimenti di licenze software o consulenze tecniche non sono pienamente coperti, pur essendo centrali nella generazione di valore. Inoltre, questi asset intangibili sono spesso più interconnessi e vulnerabili a rischi sistemici (cyber, operational, supply chain digital disruption), amplificando la complessità del rischio.
E adesso?
Per gli assicuratori, si apre una nuova frontiera di prodotto. Serve sviluppare soluzioni dedicate alla protezione degli asset intangibili: coperture per IP, software, servizi digitali e rischi cyber integrati nelle supply chain (“cyber-embedded trade risk”). Questo implica anche un’evoluzione dei modelli di underwriting, che devono incorporare metriche non tradizionali (es. dipendenza da servizi ICT, valore del capitale umano, esposizione a piattaforme digitali). In prospettiva, il vantaggio competitivo sarà nella capacità di assicurare il valore dove si sta realmente spostando: non più nei beni fisici, ma nelle componenti immateriali e digitali che guidano le catene globali del valore.