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Su 503 mestieri analizzati più tumori da radiazioni tra piloti e assistenti di volo negli Usa, nessuno è così esposto senza limiti di legge

Cos’è successo
Uno studio riportato da Reuters ha analizzato quasi 13 milioni di certificati di morte negli Stati Uniti tra il 2020 e il 2024, coprendo 503 occupazioni, inclusi circa 14.000 piloti e 7.000 assistenti di volo. Il risultato: piloti e assistenti di volo avevano tra le proporzioni più alte di decessi per tumori associati a radiazioni occupazionali. In particolare, avevano tassi più alti di morte per tumori della mammella, sistema nervoso centrale, prostata e melanoma; nei piloti anche leucemia.
Gli equipaggi accumulano circa 3-6 mSv/anno di radiazione cosmica, molto più degli 0,4 mSv stimati per un viaggiatore che fa 10 voli coast-to-coast andata e ritorno in un anno. Nell'Unione europea, invece, esistono regole e limiti precisi, introdotti con Direttiva Euratom 2013/59 (recepita in Italia con il D.lgs. 101/2020, art. 28): impone al datore di lavoro di valutare la dose efficace del personale navigante, programmare i turni per ridurre l'esposizione dei lavoratori più esposti, e fornire istruzioni in caso di aumentata attività solare.
Perché conta
- È un rischio professionale invisibile. Non si vede, non si sente e non è percepito come rischio quotidiano. Ma lavorare ad alta quota significa esposizione cronica a radiazione cosmica;
- La regolazione sembra incompleta. Negli USA la FAA riconosce gli equipaggi come lavoratori esposti a radiazioni ionizzanti, ma non ci sono limiti federali o requisiti di monitoraggio come per altri lavoratori esposti;
- La medicina del lavoro deve aggiornarsi ai rischi moderni. L’esposizione occupazionale non riguarda solo fabbriche, miniere o laboratori. Anche trasporti, altitudine e turni possono diventare determinanti di rischio sanitario.
Adesso
- Scenario prudente: più attenzione clinica. Gli editorialisti citati da Reuters suggeriscono maggiore attenzione da parte dei medici quando valutano sintomi potenzialmente oncologici negli equipaggi aerei.
- Scenario forte: monitoraggio dosimetrico e policy dedicate. Il passo successivo potrebbe essere introdurre sistemi di monitoraggio, limiti di esposizione, rotazioni e sorveglianza sanitaria più strutturata.
- L'Unione Europea ha da tempo invece un quadro normativo strutturato, con limiti quantitativi precisi, obblighi di monitoraggio dosimetrico e procedure operative vincolanti.