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Stretto di Hormuz: shock energetico e alimentare con impatti assicurativi sistemici
Cosa è successo?
Un Information Note della FAO (“Global Agrifood Implications of the 2026 Conflict in the Middle East”, 15 marzo 2026) evidenzia come la chiusura dello Stretto di Hormuz abbia generato uno shock simultaneo su energia e sistemi alimentari globali. Il traffico di petroliere è crollato di oltre il 90%, mentre circa 10 milioni di barili/giorno di produzione petrolifera sono stati temporaneamente bloccati. I prezzi hanno reagito immediatamente: il Brent è salito del 20–35% fino a 115–120 dollari al barile, mentre il gas europeo è aumentato del 50–75%. Anche il rilascio straordinario di 400 milioni di barili da parte dell’IEA copre solo circa 20 giorni di forniture normali del Golfo.
Perché è importante?
Lo shock ha una trasmissione rapida e misurabile lungo le supply chain globali. L’aumento dei costi energetici si riflette immediatamente su produzione agricola, fertilizzanti, trasporti e prezzi alimentari. Nel settore marittimo, l’aumento dei premi assicurativi ha contribuito direttamente al crollo del traffico, creando un meccanismo di feedback in cui il rischio assicurativo amplifica la disruption. Questo trasforma un evento geopolitico in un rischio sistemico multi-settore.
E adesso?
Per il settore assicurativo, in particolare nei rami marine, trade credit e business interruption, emergono esposizioni senza precedenti recenti. I contratti legati a forniture energetiche (petrolio, LNG, raffinati) risultano vulnerabili a interruzioni prolungate, mentre la volatilità dei prezzi aumenta il rischio di default e contenzioso. Sarà cruciale rafforzare i modelli di stress test e le clausole contrattuali per gestire scenari di shock simultanei su energia, trasporti e sistemi alimentari globali.