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Stretto di Hormuz: l’IEA segnala un punto critico sistemico per energia e assicurazioni
Cosa è successo?
Un briefing dell’International Energy Agency (IEA) sui mercati energetici del Medio Oriente evidenzia il ruolo strategico dello Stretto di Hormuz come uno dei principali snodi del commercio globale di energia. Nel 2025 circa 20 milioni di barili al giorno di petrolio e prodotti petroliferi sono transitati attraverso lo stretto, pari a circa il 25% del commercio mondiale di petrolio via mare. Anche il mercato del gas dipende fortemente da questo corridoio: nel 2025 circa 112 miliardi di metri cubi di GNL, quasi il 20% del commercio globale, sono passati per Hormuz.
Perché è importante?
La vulnerabilità dello stretto deriva dalla forte dipendenza dei principali esportatori della regione (tra cui Iran, Iraq, Kuwait, Qatar e Bahrain) che utilizzano questa rotta per la maggior parte delle loro esportazioni energetiche. Le alternative sono limitate: la capacità delle pipeline che bypassano lo stretto è stimata tra 3,5 e 5,5 milioni di barili al giorno, insufficiente a compensare una chiusura prolungata. Ciò rende Hormuz uno dei più importanti “single points of failure” del sistema energetico globale.
E adesso?
Per il settore assicurativo questa concentrazione di traffico energetico rappresenta un rischio sistemico. Eventuali interruzioni o tensioni geopolitiche potrebbero generare sinistri correlati tra diversi comparti assicurativi — trasporto marittimo, cargo, infrastrutture energetiche e commercio internazionale. In questo contesto, le coperture war-risk e political risk per le rotte del Golfo Persico diventano sempre più rilevanti nella gestione del rischio energetico globale.
Fonte: https://www.iea.org/topics/the-middle-east-and-global-energy-markets | https://www.iea.org/about/oil-security-and-emergency-response/strait-of-hormuz