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Storage energetico: i BESS emergono come nuova asset class ad alto rischio e alta crescita
Cosa è successo?
Un report di McKinsey & Company (“Powering the future: Strategies for battery energy storage developers”, marzo 2026) evidenzia la crescita accelerata dei sistemi di accumulo energetico (BESS – Battery Energy Storage Systems), con un mercato globale atteso tra 120 e 150 miliardi di dollari entro il 2030 e tassi di crescita annui intorno al +50%. Parallelamente, i costi hardware sono scesi rapidamente sotto i 100 dollari/kWh nel 2026, rispetto a circa 350 dollari/kWh nel 2022, accelerando ulteriormente la diffusione di questi sistemi nelle reti elettriche e nei progetti rinnovabili.
Perché è importante?
Nonostante la crescita, i BESS presentano un profilo di rischio ancora poco standardizzato. Incidenti recenti, come incendi in impianti negli Stati Uniti, hanno portato a revisioni dei codici di sicurezza e ritardi nei processi autorizzativi. In Europa, i tempi di sviluppo e connessione alla rete variano tra 3 e 7 anni, riflettendo un’elevata incertezza regolatoria. Inoltre, la forte concentrazione della supply chain in Cina, con dazi fino al 64,9% sulle batterie cinesi negli USA nel 2025, introduce ulteriori rischi geopolitici e di approvvigionamento. Questo crea una combinazione di rischio tecnologico, operativo e regolatorio difficilmente modellabile con strumenti tradizionali.
E adesso?
Per il settore assicurativo, in particolare nei rami property & casualty e construction all-risk, i BESS rappresentano una doppia sfida: da un lato, la mancanza di storici di perdita e benchmark attuariali rende complessa la valutazione del rischio; dall’altro, la crescita del mercato apre opportunità significative per lo sviluppo di prodotti dedicati. Sarà necessario aggiornare clausole contrattuali, modelli di underwriting e framework di sicurezza per adattarsi a una tecnologia in rapida evoluzione e a un contesto industriale altamente interconnesso.