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Solo il 34% degli europei si fida dell'AI per decidere il prezzo delle assicurazioni

2 min di lettura
Solo il 34% degli europei si fida dell'AI per decidere il prezzo delle assicurazioni

Cos’è successo

Un nuovo sondaggio Guidewire European Insurance Consumer Survey 2026, condotto su oltre 4.000 consumatori in Regno Unito, Germania, Francia e Spagna, mostra che l'intelligenza artificiale sta entrando sempre più nel settore assicurativo, ma la fiducia dei clienti rimane limitata.

Solo circa un terzo degli intervistati accetterebbe che il premio assicurativo venga determinato esclusivamente da un algoritmo, mentre una quota significativa continua a chiedere supervisione umana, maggiore trasparenza e regole più stringenti.

Perché conta

L'indagine evidenzia che l'adozione dell'AI nel settore assicurativo non è più soltanto una questione tecnologica, ma soprattutto di fiducia e accettazione da parte dei clienti.

  • Il 34% degli intervistati si dichiara favorevole a un sistema in cui l'AI determina autonomamente il prezzo della polizza, mentre il 26% afferma che nessuna misura sarebbe sufficiente a farli fidare dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale nelle decisioni assicurative;
  • Il principale fattore di fiducia richiesto dai consumatori è la possibilità di intervento umano: il 39% ritiene fondamentale poter contestare una decisione dell'algoritmo rivolgendosi a una persona. Seguono la trasparenza delle decisioni (25%) e la presenza di una regolazione indipendente (25%);
  • L'indagine evidenzia inoltre un cambiamento nella percezione del rischio climatico. La quota di clienti preoccupati per le catastrofi naturali è scesa dal 43% al 39%, mentre solo il 31% ha valutato l'acquisto di coperture specifiche contro i rischi climatici, in calo rispetto al 38% dell'anno precedente.

Adesso

  • Per le compagnie assicurative, l'adozione dell'AI dovrà essere accompagnata da modelli di human-in-the-loop, maggiore spiegabilità degli algoritmi e solide garanzie regolatorie, elementi destinati a diventare un fattore competitivo oltre che di compliance;
  • Il calo dell'attenzione verso i rischi climatici, nonostante l'aumento della frequenza degli eventi estremi, potrebbe ampliare il protection gap europeo, lasciando famiglie e imprese meno coperte proprio mentre cresce l'esposizione ai rischi fisici;
  • Allo stesso tempo, la persistente sensibilità dei consumatori al costo delle polizze suggerisce che il mercato continuerà a privilegiare prodotti più flessibili, personalizzati e in grado di dimostrare con chiarezza il valore della copertura offerta.

Fonte

https://www.theactuary.com/2026/06/23/european-consumers-split-over-ai-setting-insurance-prices

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