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Solo il 23% degli assicuratori integra l'AI a livello aziendale, ma chi lo fa cresce il doppio in premi

Cos’è successo
Accenture ha pubblicato il 28 settembre il report "How insurers drive revenue by deploying AI with intent", basato su un sondaggio a 263 dirigenti assicurativi senior (89 property/casualty, 100 vita e rendite, 74 multiramo) in 20 Paesi, integrato da 15 interviste approfondite con dirigenti di compagnie come Allianz, AXA, Generali, Munich Re, Zurich, Liberty Mutual e MetLife. Il dato centrale: solo il 23% degli assicuratori ha raggiunto un'integrazione dell'AI a livello aziendale — nella maggior parte dei casi, le competenze restano concentrate in piccoli gruppi isolati, senza formazione diffusa su sottoscrizione, sinistri, attuariato e operations.
Nonostante questa frammentazione, l'AI sta già producendo risultati misurabili: l'81% degli assicuratori intervistati registra un miglioramento di almeno il 5% nei premi lordi contabilizzati grazie a iniziative di AI e dati, mentre il 7% ha ottenuto miglioramenti superiori al 20%, trainati da pricing più preciso, personalizzazione e cross-selling.
Perché conta
- La fiducia dei vertici aziendali nell'AI come leva di ricavo è cresciuta rapidamente: l'85% dei 218 leader C-suite intervistati ritiene ora che la crescita dei ricavi sia un beneficio sempre più significativo dell'AI, contro il 68% di due anni fa — un salto che riflette quanto l'approccio all'AI nel settore sia passato da sperimentale a strategico;
- Il vero limite, secondo Accenture, non è l'adozione in sé ma la sua frammentazione: ottimizzare il pricing o velocizzare la sottoscrizione migliora le prestazioni locali, ma senza collegare questi risultati a distribuzione, design di prodotto e strategie di cross-sell, gli assicuratori rinunciano all'effetto moltiplicativo che deriva dal collegare l'intelligence sul rischio direttamente alle decisioni di ricavo;
- Gli ostacoli principali restano tecnici e strutturali: il 50% degli assicuratori cita l'integrazione con i sistemi legacy come la sfida principale per scalare l'AI, seguito dal 45% che segnala la mancanza di accesso a dati di qualità sufficiente.
Adesso
- Accenture propone cinque azioni concrete: allineare l'AI alla strategia aziendale complessiva; estendere le competenze AI a tutta la forza lavoro, non solo ai team tecnici; evolvere verso flussi di lavoro "agent-to-agent" con supervisione umana; adottare una strategia dati "a doppia velocità" (vittorie rapide a breve termine mentre si costruiscono capacità enterprise di lungo periodo); formalizzare fin da subito una compliance proattiva su bias algoritmico, trasparenza ed equità del pricing;
- Il tema della supervisione umana sugli agenti AI resta centrale: secondo Accenture, gli agenti che agiscono con iniziativa propria rappresentano "uno spostamento significativo" per il settore, ma "il futuro dell'assicurazione non cede il controllo all'AI" — l'autonomia senza supervisione genera rischio e mina la fiducia;
- Il messaggio di fondo del report, riassunto dal Global Insurance Industry Lead Ravi Malhotra, è che il vero vantaggio competitivo non deriverà dall'adottare l'AI, ma da quanto deliberatamente venga scalata in tutta l'organizzazione — un invito a passare da pilot isolati a un'intelligenza distribuita su tutta l'azienda, con collegamenti chiari tra strategia, esecuzione e impatto sul conto economico.