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Solo il 17% degli europei ha una polizza contro le catastrofi naturali, mentre un quarto delle perdite climatiche 1980-2024 risultava assicurato

Cos’è successo
EIOPA ha pubblicato un approfondimento dal titolo "Climate insurance protection gaps: a demand-side challenge", segnalando che secondo il proprio Dashboard sul protection gap assicurativo, solo circa un quarto delle perdite da eventi estremi in Europa è risultato assicurato tra il 1980 e il 2024. Nonostante il rischio crescente, l'adozione di coperture assicurative resta bassa: l'Eurobarometro 2025 di EIOPA rivela che solo il 17% dei cittadini europei dispone di una copertura per i danni da catastrofi naturali alla propria proprietà.
Perché conta
- EIOPA inquadra il problema esplicitamente come una sfida dal lato della domanda, non solo dell'offerta: con il cambiamento climatico che intensifica ondate di caldo, alluvioni, tempeste e incendi, i cittadini affrontano un'esposizione crescente ai rischi fisici climatici, ma questo non si traduce automaticamente in una maggiore adozione di coperture assicurative, un divario comportamentale che complica le soluzioni puramente basate sull'offerta di prodotto;
- L'associazione assicurativa tedesca ha già avvertito che i premi dell'assicurazione immobiliare potrebbero raddoppiare entro un decennio per effetto dei sinistri legati al clima, mentre nelle aree ad alto rischio l'assicurazione, e di conseguenza i mutui, potrebbero diventare del tutto indisponibili man mano che gli assicuratori si ritirano dalla copertura o introducono esclusioni sempre più ampie;
- La Commissione europea ha confermato che sta valutando come affrontare il protection gap assicurativo climatico nell'ambito di un pacchetto di misure atteso entro fine anno, mentre casi nazionali già osservati nel corso dell'estate, dal Portogallo che introduce l'assicurazione casa obbligatoria dopo le alluvioni alla Grecia che valuta di rafforzare le infrastrutture turistiche, mostrano risposte differenziate paese per paese a uno stesso problema strutturale.
Adesso
EIOPA continuerà a monitorare l'evoluzione del protection gap attraverso il proprio Dashboard, uno strumento che offre un quadro comparativo utile per valutare quali Stati membri stanno facendo progressi più rapidi nel colmare il divario tra rischio climatico crescente e copertura assicurativa effettiva;
Affrontare la sfida dal lato della domanda richiederà probabilmente un mix di educazione finanziaria, maggiore trasparenza sui rischi locali e incentivi mirati, un approccio complementare rispetto alle sole soluzioni di offerta come i meccanismi pubblico-privati già in discussione a livello UE (pool cat-nat, backstop su prestiti);
Per il settore assicurativo europeo, il tema della domanda debole nonostante il rischio crescente rappresenta un'area di intervento prioritaria, poiché nessuna espansione della capacità assicurativa disponibile può da sola colmare un protection gap alimentato anche da scarsa consapevolezza e bassa propensione all'acquisto da parte dei cittadini.
Fonte: https://www.eiopa.europa.eu/publications/climate-insurance-protection-gaps-demand-side-challenge_en