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Sicurezza alimentare: da rischio agricolo a rischio sistemico per i bilanci assicurativi
Cosa è successo?
Il report Feeding the future — insuring food security di WTW fotografa un cambio di scala nel rischio alimentare globale. Nel 2023, 2,3 miliardi di persone hanno sperimentato insicurezza alimentare moderata o grave, di cui 900 milioni in condizioni severe. Non si tratta più di shock locali: le analisi di scenario di Lloyd’s, citate nel documento, stimano fino a 5.000 miliardi di dollari di perdite economiche cumulative in cinque anni in scenari estremi di disfunzione dei sistemi alimentari. Il report mostra come shock climatici (siccità in Africa orientale, alluvioni in Pakistan, perdite di mais fino al 50% in Zimbabwe), pandemie, cyberattacchi e conflitti geopolitici (in primis Russia–Ucraina) si trasmettano lungo l’intera catena: produzione, logistica, prezzi, stabilità sociale.
Perché è importante?
Per il settore assicurativo, la sicurezza alimentare ha superato la soglia di “rischio agricolo” diventando un moltiplicatore sistemico di perdite. Colpisce simultaneamente più linee: agricolo, business interruption, marine & cargo, trade credit, rischio politico, fino a salute e employee benefits. Questo implica correlazioni di perdita più elevate, mette sotto stress le ipotesi classiche di diversificazione e amplia i protection gap proprio nelle regioni più esposte a shock climatici e commerciali. In altre parole, il rischio food non è più periferico ma core per la solidità dei portafogli.
E adesso?
Il report indica una direzione chiara: la sicurezza alimentare deve entrare nei cat models, nell’enterprise risk management e nelle scelte di allocazione del capitale. Per gli assicuratori, la risposta passa da coperture parametriche, soluzioni blended pubblico–private e integrazione dei rischi food nei framework di stress test. Chi continuerà a trattarla come una nicchia specialistica rischia di sottostimare uno dei principali driver di instabilità economica del prossimo decennio.