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Sanità europea competitiva: prevenzione, digitale e primary care
Cosa è successo?
Il State of Health in the EU – Synthesis Report 2025 fotografa un’accelerazione delle riforme sanitarie in tutta l’UE, concentrate su quattro assi: prevenzione delle malattie croniche, rafforzamento della medicina territoriale, digitalizzazione dei sistemi sanitari e riforma dell’accesso ai farmaci. I dati mostrano però un forte paradosso: le malattie non trasmissibili causano oltre 725.000 morti prevenibili l’anno e solo il 4% della spesa sanitaria è destinato alla prevenzione, mentre la medicina di base resta sotto-organico (solo il 20% dei medici sono GPs).
Perché è importante?
La pressione demografica e l’aumento delle cronicità stanno trasformando la sanità in una variabile macroeconomica. Il report stima che prevenire i decessi da NCD potrebbe recuperare fino all’1% di anni lavorativi cumulati entro il 2040, attenuando l’impatto dell’invecchiamento. Allo stesso tempo, oltre €16 miliardi di fondi UE stanno spingendo su EHR, AI e interoperabilità, con potenziali risparmi economici stimati in €11 miliardi in dieci anni grazie all’European Health Data Space.
E adesso?
La traiettoria è chiara: chi investirà su prevenzione, primary care e sanità digitale non solo migliorerà gli esiti di salute, ma rafforzerà produttività, occupazione qualificata e competitività industriale. Per Italia ed Europa, la sanità diventa sempre più una politica industriale mascherata da welfare.