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Rischio costiero sottostimato: nuovi dati sul livello del mare mettono in discussione i modelli assicurativi

2 min di lettura

Cosa è successo?

Uno studio pubblicato su Nature (“Sea level much higher than assumed in most coastal hazard assessments”, 2026) evidenzia che la maggior parte delle valutazioni dei rischi costieri sottostima il livello reale del mare. L’analisi mostra che oltre il 99% degli studi sui rischi costieri integra in modo errato i dati su livello del mare e altitudine del terreno. Circa il 90% delle analisi utilizza modelli geoidici teorici invece di misurazioni reali del livello marino, producendo stime sistematicamente più basse. In media, il livello effettivo del mare risulta circa 0,24–0,27 metri più alto rispetto a quanto ipotizzato nei modelli utilizzati nelle valutazioni di rischio.

Perché è importante?

Questa discrepanza può avere conseguenze rilevanti per i modelli di rischio utilizzati nel settore assicurativo. Se il livello del mare di riferimento è sottostimato, anche la valutazione delle inondazioni costiere e delle perdite attese risulta distorta. Ciò implica che indicatori come la Average Annual Loss (AAL) e le curve di rischio basate sui periodi di ritorno potrebbero essere significativamente sottovalutati.

E adesso?

Per gli assicuratori con esposizioni rilevanti nelle aree costiere (come Golfo degli Stati Uniti, Sud-Est asiatico ed Europa) questo studio segnala un possibile rischio latente nei portafogli immobiliari. L’aggiornamento dei modelli catastrofali con nuovi dati sul livello del mare potrebbe portare a revisioni delle valutazioni di rischio e a un rialzo dei premi assicurativi e riassicurativi nelle zone costiere più esposte.

Fonte: https://www.nature.com/articles/s41586-026-10196-1

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