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Rheinmetall Italia e Argotec lanciano il primo satellite per la difesa aerea e preparano il secondo per il 2028

Cos’è successo
Rheinmetall Italia e Argotec hanno lanciato in orbita il primo satellite sviluppato insieme, a bordo di un Falcon 9 di SpaceX dalla Vandenberg Space Force Base, nella missione rideshare Transporter-18. Questo è il primo tassello di una capacità satellitare per sorveglianza e situational awareness militare, non solo come un satellite di osservazione della Terra classico: i sensori cercano a terra indicatori di minacce aeree in preparazione; dati e immagini vengono elaborati con l’intelligenza artificiale per poi essere integrati nelle architetture di difesa aerea esistenti.
Argotec, azienda di San Mauro Torinese, mette la piattaforma e l’esperienza di missioni NASA (DART, Artemis I) e della costellazione IRIDE. Rheinmetall Italia mette le sue competenze nell’integrazione di sistemi di difesa aerea, il settore in cui la filiale italiana è già fornitore dell’Esercito: nel gennaio 2025 il governo italiano ha ordinato il primo Skynex (per un valore di 73 milioni, con l'opzione su altri tre da 204 milioni), consegnato a Sabaudia nel dicembre 2025. Il programma prevede un secondo satellite nel 2028 e, nel medio periodo, una costellazione più ampia. La dimensione finale non è stata resa pubblica.
Perché conta
Con questo passo, Argotec si muove dal mondo civile istituzionale al mercato della difesa, mentre per Rheinmetall, significa lo sviluppo di un secondo pilastro spaziale dopo la partnership con ICEYE, nota aziende finlandese nei micro-satelliti che ambisce a costruire la più grande costellazione di satelliti SAR (synthetic aperture radar).
- Lo spazio entra nella kill chain della difesa aerea italiana (e tedesca) direttamente, con capacità reali e importanti - non solo attività di ricerca scientifica;
- Un consolidamento industriale italo-tedesco emerge nel campo dello spazio a livello militare, parallelo ai grandi programmi istituzionali come IRIDE e Sicral. L'Italia ha, infatti, storicamente cooperato con la Francia nel campo dei satelliti.
Adesso
- Il lancio di un satellite è un punto di partenza, non di arrivo: il satellite dovrà dimostrare la capacità di raccogliere e processare informazioni utili per le batterie a terra;
- Il secondo lancio è già in roadmap per il 2028. Da qui si capirà se i due partner scalano una costellazione o si fermano a un prototipo;
- Il test non è solo tecnico, è anche politico: i dati restano in un circuito Rheinmetall-Argotec o entrano nelle reti della Difesa italiana e NATO? Senza un committente istituzionale chiaro, l’Italia avrà un satellite militare “nazionale” lanciato da SpaceX e integrato da un prime tedesco.