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Raddoppiano in un anno le aziende che rendicontano i rischi legati alla biodiversità e salgono a 1.154

Cos’è successo
Le organizzazioni che pubblicano informazioni allineate alle raccomandazioni della Taskforce on Nature-related Financial Disclosures (TNFD) sono salite a 1.154 nel 2026, contro le 542 del 2025. Il dato emerge dallo Status Report 2026 della TNFD, presentato il 21 settembre durante la Climate Week di New York e basato sull’analisi di circa quattro milioni di documenti di 10.000 organizzazioni pubbliche e private, in 58 settori e 56 giurisdizioni. Gli aderenti formali, che si impegnano a rendicontare entro il 2027, sono passati da 620 a 802, con un patrimonio gestito di 26.600 miliardi di dollari. Il Giappone guida la classifica per numero di aziende.
La crescita delle disclosure avviene mentre i capitali continuano a muoversi nella direzione opposta. Secondo il Living Planet Report del WWF, nel 2023 i sistemi alimentare, energetico e finanziario hanno destinato 7.300 miliardi di dollari ad attività dannose per la natura, contro 220 miliardi per la sua tutela: un rapporto di circa 33 a 1.
Perché conta
Il rischio di natura sta entrando stabilmente nell’analisi degli investitori, ma la qualità delle informazioni non tiene ancora il passo con la quantità.
- Tutti gli investitori intervistati si dicono preoccupati per gli effetti della perdita di natura sui mercati, il 59% la colloca tra i tre temi di sostenibilità più importanti e, su 74 rispondenti, l’88% indica la comprensione del rischio di portafoglio come motivo principale dell’attenzione;
- La profondità media delle disclosure è in leggero calo, poco sopra 8 indicatori su 14, anche per l’ingresso di molti rendicontatori al primo ciclo; solo poco più di 100 organizzazioni sono arrivate al terzo ciclo annuale;
- Le capacità interne restano minime: la maggior parte delle organizzazioni ha due o meno addetti a tempo pieno su valutazione e reporting, e le informazioni vengono usate soprattutto nel dialogo con gli investitori e nella gestione del rischio, meno nelle decisioni strategiche.
Adesso
- L’ISSB ha deciso ad aprile di proporre requisiti di disclosure sulla natura come Practice Statement basato sul quadro TNFD, complementare agli standard IFRS S1 e S2, con una bozza attesa questo mese;
- Per gli assicuratori, esposti sia sul lato degli investimenti sia su quello della sottoscrizione, il passaggio da disclosure volontaria a standard internazionale renderà il rischio natura confrontabile e quindi prezzabile;
- La COP17 sarà il primo banco di prova per capire se il divario tra 7.300 e 220 miliardi entrerà nel negoziato sulla mobilitazione delle risorse.
Fonte: https://sustainabilityonline.net/news/tnfd-reporting-doubles-to-more-than-1000-organisations/