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Quando l’assicurazione scompare: il rischio climatico entra nei mercati finanziari
Cosa è successo?
Il secondo asse del report Insurance and reinsurance under climate stress: Managing systemic risk in global supply chains dello Stockholm Environment Institute documenta un fenomeno sempre più visibile ma ancora sottovalutato: il ritiro degli assicuratori da aree ad alto rischio climatico. In regioni esposte a incendi, alluvioni o eventi estremi ricorrenti (dalla California all’Europa soggetta a rischio idrogeologico) le compagnie non si limitano più ad aumentare i premi, ma escono del tutto da alcuni mercati. Il report mostra come questa contrazione della copertura abbia effetti immediati sulle catene del valore: molte attività chiave, come porti, aziende agricole, hub logistici o infrastrutture energetiche, dipendono dall’assicurabilità come condizione necessaria per accedere al credito e agli investimenti.
Perché è importante?
La perdita di copertura assicurativa agisce come un potente canale di trasmissione macroeconomica del rischio climatico. Quando un asset diventa non assicurabile, il suo profilo di rischio cambia radicalmente agli occhi di banche, investitori e mercati. Il report sottolinea che non serve nemmeno l’evento catastrofico in sé: la sola aspettativa di futura non assicurabilità può aumentare il costo del capitale, anticipare svalutazioni e innescare disinvestimenti prima che il danno fisico si materializzi. In questo modo, il rischio climatico si propaga dai territori colpiti all’intero sistema finanziario, amplificando shock locali in stress economici più ampi.
E adesso?
Il quadro delineato dal SEI implica che l’assicurazione non è più solo uno strumento di protezione post-evento, ma una variabile sistemica che condiziona stabilità finanziaria e sviluppo economico. Se il ritiro dal mercato prosegue senza correttivi, il rischio è la creazione di vere e proprie “zone non assicurabili”, dove investimenti e attività produttive diventano strutturalmente più costosi o impraticabili. La gestione del rischio climatico dovrà quindi integrare politiche di adattamento, meccanismi di garanzia pubblica e nuovi modelli di condivisione del rischio, per evitare che l’assenza di assicurazione diventi il fattore che trasforma il cambiamento climatico in una crisi macro-finanziaria permanente.