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Porti e rischio climatico: la svolta delle soluzioni naturali
Cosa è successo?
La World Bank ha pubblicato Nature-Based Solutions for Ports (2025), un report operativo che sposta le soluzioni basate sulla natura (NBS) dal piano ambientale a quello infrastrutturale e finanziario. Il documento analizza come interventi mirati (frangiflutti sabbiosi, mangrovie integrate alle opere portuali, riuso dei sedimenti di dragaggio, banchine ecologicamente potenziate – possano sostituire o affiancare infrastrutture “grigie”). I casi studio mostrano riduzioni misurabili di moto ondoso, allagamenti e sedimentazione, con effetti diretti su continuità operativa e ciclo di vita degli asset portuali.
Perché è importante?
Per gli assicuratori i porti concentrano rischi fisici (tempeste, mareggiate, flooding), operativi (downtime, interruzioni logistiche) e finanziari (asset ad alto CAPEX). Il report chiarisce che le NBS agiscono ex-ante sul rischio: attenuano onde e correnti, riducono la necessità di dragaggi frequenti e limitano i danni strutturali. Questo può abbassare la severità dei sinistri property e marine, migliorare la prevedibilità dei flussi di cassa e ridurre l’esposizione a business interruption e cat nat. Inoltre, NBS integrate nei progetti aumentano la bancabilità degli asset e la loro conformità a criteri ESG e regolatori.
E adesso?
Per una compagnia assicurativa il passo successivo è concreto: incorporare le NBS nei modelli di valutazione del rischio portuale, riconoscerle nel pricing e nelle franchigie, e usarle come criterio di selezione del rischio. La resilienza “costruita con la natura” diventa una variabile assicurativa misurabile, non un beneficio accessorio.
Fonte: https://openknowledge.worldbank.org/bitstreams/18090556-a945-4edb-a6d5-6eb18e47fd74/download