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PAC in un fondo unico Ue da 780 mld, Giansanti: "Confagricoltura si oppone per ragioni di merito e di metodo"
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Cos’è successo
Alla vigilia dell'assemblea generale di Confagricoltura, in un'intervista esclusiva per Future Proof Society, il presidente Massimiliano Giansanti ha spiegato la posizione della Confederazione sul Fondo unico della PAC, la proposta della Commissione europea di accorpare nello stesso strumento le risorse per l'agricoltura e quelle per la coesione territoriale nel bilancio UE 2028-2034. Una proposta che Confagricoltura contesta, in linea con il voto contrario espresso dal Parlamento europeo lo scorso 8 maggio 2025.
Perché conta
- Per Giansanti la contrarietà nasce prima di tutto da una ragione di metodo, chi rappresenta le imprese ha un focus economico, mentre la politica agricola comune è stata spesso trattata più come politica sociale o ambientale che come leva economica per il settore;
- C'è poi una ragione di sostanza, l'Unione Europea è nata proprio grazie all'agricoltura, e la PAC deve restare una politica unionale che non favorisca alcuni Paesi a discapito di altri, per non compromettere il mercato unico;
- Il rischio concreto è che il Fondo unico diventi il primo passo verso la rinazionalizzazione della politica agricola, non subito ma nell'arco di cinque anni, quando alcuni Stati membri potrebbero scegliere di pagare la differenza rispetto alla dotazione comune ma decidere in autonomia le proprie politiche nazionali.
Adesso
- Sul fronte istituzionale, Giansanti rivendica il ruolo di guida dell'Italia all'interno del raggruppamento delle associazioni agricole europee, un vantaggio che gli permette di essere in prima linea nel confronto con la Commissione sia sul budget che sulle politiche principali;
- Un canale resta aperto anche con il Parlamento europeo, passaggio necessario secondo il presidente Giansanti perché il negoziato si concluderà comunque a livello di trilogo, ed è proprio il Parlamento, insieme ad alcuni primi ministri e ministri, ad aver sostenuto in modo chiaro e netto la posizione degli agricoltori contro quella che Confagricoltura considera una proposta sbagliata della Commissione.