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Oltre il 44% delle importazioni agricole Ue sarà esposto alla siccità, creando rischi idrici non coperti dai modelli assicurativi

Cos’è successo
Un nuovo studio dell'OCSE evidenzia come il rischio idrico per l'agricoltura sia molto più ampio della sola siccità o delle alluvioni, individuando tre fattori sistematicamente trascurati nei modelli assicurativi: l'eccesso idrico (waterlogging), il degrado della qualità dell'acqua attraverso la salinizzazione e il cosiddetto "rischio idrico importato" lungo le supply chain globali.
I dati mostrano che il waterlogging può provocare perdite produttive comparabili a quelle della siccità estrema, mentre oltre 1 miliardo di ettari nel mondo è già colpito da salinizzazione, con riduzioni delle rese fino al 50%. Sul fronte commerciale, l'OCSE stima che oltre il 44% delle importazioni agricole europee sarà altamente vulnerabile alla siccità nei prossimi anni, come dimostrano gli aumenti del 55% del prezzo del caffè nel 2024 e il triplicarsi dei prezzi del cacao dopo gli shock climatici in Brasile, Ghana e Costa d'Avorio.
Perché conta
I risultati suggeriscono che una parte rilevante del rischio agricolo resta oggi sottostimata.
- Oltre il 44% delle importazioni agricole europee sarà esposto a elevato rischio siccità, aumentando la trasmissione degli shock climatici globali all'economia europea;
- La salinizzazione interessa più di 1 miliardo di ettari e il 57% dei grandi bacini idrici mondiali mostra un incremento della salinità, un rischio quasi assente nelle attuali coperture assicurative;
- I prodotti parametrici basati esclusivamente su precipitazioni o temperatura rischiano di non intercettare una quota crescente delle perdite reali, rendendo necessario un repricing che integri indicatori di qualità dell'acqua, eccesso idrico e vulnerabilità delle supply chain.
Adesso
- L'evoluzione del rischio idrico richiederà una revisione dei modelli di underwriting agricolo e delle coperture parametriche;
- Per il settore assicurativo diventerà sempre più rilevante integrare variabili come salinità degli acquiferi, capacità di drenaggio dei suoli e dipendenza delle filiere da aree ad alto stress idrico, superando l'approccio tradizionale centrato esclusivamente su precipitazioni e temperature;
- La crescente interconnessione tra eventi climatici globali e prezzi agricoli rende inoltre necessario incorporare il rischio di contagio commerciale nella valutazione delle esposizioni domestiche.
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