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Oltre 1.300 decessi stimati per l'ultima ondata di calore in Europa, legati più all'aggravarsi di patologie preesistenti che a un effetto diretto delle temperature

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Oltre 1.300 decessi stimati per l'ultima ondata di calore in Europa, legati più all'aggravarsi di patologie preesistenti che a un effetto diretto delle temperature

Cos’è successo

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stimato oltre 1.300 decessi associati all'ultima ondata di calore che ha colpito l'Europa. Si tratta di una stima preliminare basata sull'extra mortalità, cioè sul confronto tra i decessi osservati durante i giorni di caldo estremo e quelli statisticamente attesi nello stesso periodo. Nella maggior parte dei casi non si muore "per" il caldo in senso diretto, ma perché le alte temperature aggravano patologie cardiovascolari, respiratorie e renali preesistenti.

Il dato assume però un significato diverso se confrontato con il passato. Durante la storica ondata di calore del 2003, l'Europa registrò oltre 70.000 morti in eccesso. Oggi, pur in presenza di temperature elevate, sistemi di allerta, climatizzazione, assistenza sanitaria e maggiore consapevolezza sembrano aver ridotto significativamente la vulnerabilità della popolazione. Anche uno studio condotto su Roma e Milano durante l'estate 2025 non ha evidenziato un'extra mortalità significativa negli over 65, tradizionalmente la fascia più a rischio.

Perché conta

  • Il cambiamento climatico non implica automaticamente più vittime. L'impatto dipende anche dalla capacità delle società di adattarsi attraverso infrastrutture, sanità e prevenzione;
  • L'adattamento diventa una strategia di salute pubblica. Allerte meteo, edilizia, assistenza domiciliare e pianificazione urbana possono ridurre in modo sostanziale la mortalità legata agli eventi estremi;
  • I numeri vanno interpretati con cautela. Le stime iniziali di extra mortalità sono provvisorie e vengono consolidate solo dopo settimane o mesi, quando i registri anagrafici sono completi.

Adesso

  • Le città dovranno progettarsi per il caldo. Verde urbano, raffrescamento passivo e protezione delle persone fragili diventeranno elementi centrali della pianificazione urbana;
  • L'invecchiamento della popolazione aumenterà la vulnerabilità. Anche con strategie efficaci, una quota crescente di anziani renderà il rischio sanitario sempre più rilevante;
  • Il successo si misurerà nella resilienza. La sfida non sarà eliminare le ondate di calore, ma costruire sistemi sanitari e città capaci di assorbirne gli effetti riducendo la mortalità.

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