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Nuovi farmaci promettono di curare 1 persona su 3 che soffre di malattie dermatologiche

Cos’è successo
Rubedo Life Sciences, azienda biofarmaceutica con sede nella Silicon Valley, ha annunciato i primi risultati preliminari di fase 1 di RLS-1496, una molecola progettata per eliminare selettivamente le cellule senescenti, in pazienti con psoriasi a placche, dermatite atopica e invecchiamento cutaneo. Le cellule senescenti sono cellule che hanno smesso di dividersi ma continuano a rimanere nei tessuti producendo segnali infiammatori. Con l'età tendono ad accumularsi e sono considerate uno dei possibili meccanismi biologici di numerose malattie croniche e dell'invecchiamento.
RLS-1496 appartiene alla categoria dei senolitici, farmaci che puntano a rimuovere queste cellule invece di trattarne semplicemente le conseguenze. Secondo l'azienda, i primi dati mostrano segnali favorevoli di sicurezza e attività biologica nei tessuti trattati.
Perché conta
Potrebbe essere uno dei primi veri test clinici della teoria delle cellule senescenti. Da oltre un decennio numerosi studi animali suggeriscono che eliminare queste cellule possa migliorare funzione tissutale, infiammazione e salute generale. Finora, però, gran parte delle evidenze arrivava da modelli preclinici;
- L'invecchiamento potrebbe diventare un target farmacologico. Per decenni la medicina ha trattato singole malattie: artrite, diabete, aterosclerosi, fibrosi. I senolitici provano a intervenire su un meccanismo biologico comune che contribuisce a molte di queste condizioni contemporaneamente;
- La dermatologia è probabilmente solo il punto di ingresso. Psoriasi e dermatite rappresentano un contesto relativamente accessibile per misurare biomarcatori, infiammazione e cambiamenti tissutali. Se il razionale regge, le applicazioni future potrebbero estendersi a fibrosi, malattie cardiovascolari, neurodegenerazione e fragilità dell'anziano;
- La longevità sta cercando una validazione clinica. Negli ultimi anni il settore ha attratto miliardi di dollari, ma pochi dati umani robusti. Il passaggio da topi a pazienti è il momento in cui molte ipotesi vengono confermate o crollano.
Adesso
Da monitorare quattro aspetti.
- Correlazione tra biomarcatori e beneficio clinico. Eliminare cellule senescenti è interessante. Dimostrare che questo migliora davvero sintomi, funzione e qualità della vita è un'altra storia.
- Durata dell'effetto. Se le cellule senescenti si riformano rapidamente, potrebbe essere necessario un trattamento cronico. Se invece l'effetto è duraturo, cambia completamente il modello terapeutico.
- Espansione delle indicazioni. Le malattie cutanee potrebbero rappresentare il primo passo verso applicazioni molto più ampie.
- Risposta regolatoria. Le agenzie sono abituate ad approvare farmaci contro malattie specifiche, non contro processi biologici trasversali come l'invecchiamento.
La domanda di fondo è semplice: stiamo assistendo alla nascita di una nuova classe di farmaci o all'ennesimo capitolo di una promessa che funziona nei topi ma non negli esseri umani? Nei prossimi anni la longevità dovrà finalmente dimostrarlo in clinica.