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Nelle assicurazioni vita il 70% dell’AI punta al rapporto col cliente ma due terzi dei consumatori vogliono ancora un umano

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Nelle assicurazioni vita il 70% dell’AI punta al rapporto col cliente ma due terzi dei consumatori vogliono ancora un umano

Cos’è successo

Lo studio sigma 4/2026 di Swiss Re Institute, "Life insurance distribution: competing for customer access in an advice-led market”, pubblicato l’8 ottobre, ha passato in rassegna 197 iniziative di AI e tecnologia dichiarate pubblicamente da grandi assicuratori vita e da alcuni intermediari. Circa il 70% riguarda le parti dell’assicurazione che il cliente vive direttamente: capire le offerte, sottoscrivere, ricevere assistenza dopo l’acquisto e fare un sinistro. Il resto aiuta i consulenti a cercare informazioni, confrontare opzioni e gestire attività amministrative.

Un sondaggio su quasi 3.000 consumatori in 7 Paesi, richiamato nello studio, indica che quasi due terzi preferiscono un’interazione umana per operazioni complesse come i sinistri. Lo studio parte da un cambio nei sistemi pensionistici: in uno dei maggiori fondi pensione Usa più della metà dei pensionati ha scelto di ritirare e gestire da sé i fondi nel 2018, contro il 10% del 2000, e nel Regno Unito nel 2024 il 36% dei patrimoni pensionistici ritirati è stato preso in contanti e non come rendita a vita.

Perché conta

  • L’AI viene usata dove il cliente la vede e a supporto dei consulenti: lo scopo dichiarato è meno tempo in attività amministrative e più tempo per aiutare le persone a decidere, perché per le decisioni complesse resta il bisogno di aiuto umano. In questo contesto lo studio indica nella tecnologia un supporto al rapporto, non un sostituto;
  • La distribuzione si concentra: tre gruppi USA controllati da fondi di private equity hanno completato più di 300 acquisizioni annunciate di agenzie, organizzazioni di marketing e studi di consulenza tra il 2017 e il 2025. Più grandi significa più risorse per tecnologia e supporto ai consulenti e, secondo Swiss Re, potenzialmente più influenza su come si vendono prodotti vita e pensionistici;
  • La posta è alta: gli anni prima del pensionamento sono il periodo critico per le decisioni su reddito, investimenti, eredità e cure future, e le polizze per la non autosufficienza vanno attivate con anni di anticipo. Il business longevità pesa per il 17% dei ricavi assicurativi 2025 della divisione Life & Health Reinsurance di Swiss Re.

Adesso

  • In Italia il passaggio di responsabilità sull’individuo ha numeri propri: solo il 38,3% dei lavoratori è iscritto alla previdenza complementare e dal 1° luglio 2026 scatta l’adesione automatica per i nuovi assunti, per cui consulenza e distribuzione saranno decisive;
  • La competizione per l’accesso al cliente si gioca anche sulle reti: nella bancassicurazione italiana il riassetto di sportelli e partnership (Unipol-Bper, Mps) ridisegna chi controlla il rapporto con chi sta per andare in pensione;
  • Per gli assicuratori vita, Swiss Re indica due priorità: lavorare con banche, consulenti e altri distributori che servono questi clienti e rendere prodotti e servizi facili da capire, consigliare e attivare, mantenendo supporto umano quando serve.

Fonte: https://www.swissre.com/press-release/A-new-retirement-reality-individuals-take-on-more-responsibility-as-financial-firms-race-to-meet-their-needs/b45c28a4-05f9-4905-8760-1828be3957cd

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