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Nella guerra con l'Iran gli Usa hanno perso o subito danneggiamenti su 81 velivoli e oltre la metà sono droni MQ-9

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Nella guerra con l'Iran gli Usa hanno perso o subito danneggiamenti su 81 velivoli e oltre la metà sono droni MQ-9

Cos’è successo

Le forze armate americane registrano un bilancio di 81 velivoli distrutti o danneggiati nella guerra con l'Iran. È quanto emerge da un rapporto del Congressional Research Service (Crs) diffuso in settimana. Il conteggio comprende aerei, elicotteri e droni, e più della metà delle perdite riguarda l'MQ-9 Reaper, usato per intelligence, sorveglianza e ricognizione, supporto aereo ravvicinato e ricerca e soccorso in combattimento. Nell'elenco ci sono però anche alcuni dei mezzi più preziosi del Pentagono, tra cui un caccia F-35A e un E-3 Sentry, il velivolo radar usato per tracciare i bersagli e gestire lo spazio aereo.

Il costo totale dei velivoli persi, secondo il rapporto che cita dati del Congressional Budget Office, è compreso tra 1,9 e 3,3 miliardi di dollari, a seconda dei piani del Dipartimento della Difesa per la sostituzione. Il costo complessivo della guerra è molto più alto: almeno 45 miliardi di dollari, secondo fonti sentite dalla Cnn, cifra che non include i danni alle infrastrutture nelle basi statunitensi della regione. Il rapporto si basa su dichiarazioni del Pentagono, del suo ispettore generale e del Comando centrale Usa, oltre che su notizie di stampa. Alcuni velivoli potrebbero essere tornati in servizio, come otto F-15 Strike Eagle leggermente danneggiati in settembre in un attacco iraniano alla base di Muwaffaq Salti, in Giordania.

Perché conta

  • I droni portano il peso maggiore. Secondo un rapporto dell'Atlantic Council di settembre, 45 MQ-9 sono andati persi in Medio Oriente quest'anno, a un ritmo definito come “allarmante". Il capo di stato maggiore dell'aeronautica, il generale Kenneth Wilsbach, aveva detto al Congresso che il Reaper è il "miglior player” della guerra con l'Iran, e l'aeronautica dichiara di aver perso circa il 35% degli MQ-9 dal 2004;
  • Le perdite toccano piattaforme poco numerose e già datate. Il rapporto avverte che il Congresso potrebbe valutare se le perdite di mezzi molto richiesti, vecchi e in numero limitato, come l'E-3 Sentry, creino lacune di capacità o aumentino il rischio in altri teatri;
  • Le informazioni del Pentagono sono finora vaghe. Anche il rapporto dell'ispettore generale, diffuso a settembre e relativo al periodo dal 28 febbraio al 30 giugno, cita per alcuni numeri precedenti rapporti del Crs. Il documento chiede se il Congresso riceva dal Pentagono dati sufficienti per valutare gli effetti e i rimedi.

 

Adesso

  • Il Congresso dovrà decidere se finanziare riparazioni e sostituzioni, e se l'industria della difesa abbia capacità sufficiente per soddisfare le richieste;
  • Il rapporto sollecita di valutare gli effetti sulle vendite militari americane ai partner esteri e sulla postura degli Stati Uniti fuori dal Medio Oriente, dove le risorse potrebbero scarseggiare;
  • Il bilancio è ancora provvisorio: il conteggio comprende velivoli solo danneggiati, alcuni già tornati in servizio, e le cifre dipendono da dichiarazioni ufficiali che il Crs stesso definisce non sempre complete.

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