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La Commissione Ue presenta la nuova strategia europea per l'Artico basata su 4 priorità

Cos’è successo
La Commissione europea e l'Alta rappresentante per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Kaja Kallas, hanno presentato oggi la nuova strategia per l'Artico. Il documento propone un nuovo quadro di cooperazione politica per i partner che condividono gli stessi principi, con al centro persone, sicurezza, clima e prosperità. Aggiorna la politica dell'Ue del 2021 alla luce dei grandi cambiamenti geopolitici, di sicurezza e ambientali degli ultimi anni ed è frutto di consultazioni con governi, comunità locali (popoli indigeni compresi), giovani, imprese e ricercatori dell'area, anche attraverso il lavoro di Jyrki Katainen come consigliere speciale per le relazioni Ue-Artico.
L'Ue, come ha ribadito in una dichiarazione la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, si considera parte dell'Artico: vi vivono oltre mezzo milione di cittadini europei, tre Stati membri (Danimarca, Finlandia e Svezia) sono Paesi artici e i legami sono stretti con Norvegia, Islanda, Regno Unito, Canada e Stati Uniti. Quanto accade nella regione incide quindi direttamente su sicurezza, clima e prosperità europei. L'Artico si scalda quasi quattro volte più velocemente della media globale, con effetti su ecosistemi e comunità locali e conseguenze, come l'innalzamento dei mari e i cambiamenti meteorologici, che si sentono anche in Europa, dove le temperature crescono al doppio della media mondiale. Nuove rotte marittime e risorse accessibili stanno intanto cambiando il quadro di sicurezza ed economico, con tensioni geopolitiche, competizione strategica e attività militare in aumento. "L'Artico è il vicinato settentrionale dell'Europa: vicino, connesso e cruciale per il nostro futuro", ha dichiarato la presidente della Commissione Ursula von der Leyen. "Con la nuova strategia investiamo in maggiore sicurezza, infrastrutture resilienti e opportunità economiche". La strategia tiene insieme sviluppo e limiti: l'Ue sosterrà le energie rinnovabili e i minerali sostenibili, ma ribadisce che petrolio, carbone e gas devono restare nel sottosuolo, anche nelle regioni artiche, come nella comunicazione del 2021.
Perché conta
La strategia presentata da Bruxelles si articola intorno a 4 priorità.
- Rafforzare sicurezza e resilienza: l'Ue lavorerà con Stati membri e partner, in complementarità con la Nato, per migliorare la preparazione, proteggere le infrastrutture critiche e potenziare la capacità europea di operare in condizioni artiche, anche ampliando la flotta di rompighiaccio. Un nuovo Maritime Security Hub aiuterà a condividere informazioni e a monitorare le attività marittime, mentre un Arctic Cable Hub servirà a monitorare, proteggere e riparare i cavi sottomarini nell'Atlantico del Nord e nell'Artico;
- Rispondere ai cambiamenti climatici: l'Ue rafforzerà ricerca, osservazione e monitoraggio per comprendere i cambiamenti in corso, anche con la condivisione di dati tramite OceanEye, la nuova iniziativa di osservazione degli oceani, utile a migliorare le previsioni climatiche e la sicurezza marittima;
- Costruire un Artico prospero e sicuro dal punto di vista economico: nascono opportunità di cooperazione su energie rinnovabili, materie prime critiche, trasporti a duplice uso, connettività digitale e industrie marine sostenibili. L'Ue punta a integrare porti, ferrovie, terminali energetici e infrastrutture satellitari e digitali nelle reti di trasporto emergenti, con corridoi europei aggiornati a standard duali, il progetto Rail Nordica, il Pan-Arctic Cable che collega la Groenlandia all'Europa e la connettività satellitare Iris² per le comunicazioni governative, oltre a un Polar Research Hub;
- Creare opportunità per persone e comunità artiche: il futuro della regione va costruito con chi ci vive e lavora, con giovani e popoli indigeni al centro. Sono previsti più Erasmus+ per i giovani artici, un Youth Sounding Board in Groenlandia, il sostegno ai governi locali (oltre un miliardo di euro di coesione nel 2021-27), l'ampliamento del Forum dei sindaci artici e un impegno sulla resilienza democratica contro manipolazione e disinformazione.
Adesso
- Se l'Arctic Cable Hub e il Maritime Security Hub partissero come primi passi, potrebbero diventare gli strumenti con cui l'Ue condivide informazioni con gli Stati membri e i partner, per monitorare cavi sottomarini e attività marittime e, in prospettiva, tracciare navi della flotta ombra, pesca illegale e inquinamento;
- Qualora le misure sulle infrastrutture a duplice uso trovassero finanziamenti e passassero all'attuazione, il Nord Europa potrebbe collegarsi meglio alle reti commerciali e di trasporto emergenti dell'Artico, ma il comunicato non indica le risorse a disposizione (probabilmente perché legate al prossimo Quadro finanziario pluriennale in fase di discussione);
- Se i partner artici, a partire da Groenlandia e Paesi nordici, accettassero il quadro di cooperazione proposto, l'Ue potrebbe consolidare il proprio ruolo nella regione, coinvolgendo comunità locali e giovani attraverso strumenti come il Forum dei sindaci artici, lo Youth Sounding Board e il rafforzamento dell'Erasmus+.