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Il Pentagono testerà in 5 basi americane 3 laser che bruciano i droni e una microonda che ne manda in tilt l'elettronica

Cos’è successo
Il Pentagono ha scelto questa settimana i primi quattro sistemi ad energia diretta che schiererà e testerà in basi militari sul territorio americano, nell'ambito di un programma pilota antidroni promosso dal Congresso. Sono il laser Palletized High-Energy Laser di AeroVironment, basato sul LOCUST, la microonda Leonidas di Epirus, il laser Firefly di Kord e il Compact Laser Weapon System di Boeing. Il programma è gestito dalla Joint Interagency Task Force 401 (JIATF-401), struttura a guida dell'esercito creata l'anno scorso per coordinare la difesa antidrone tra forze armate e agenzie federali.
Il pilota durerà un anno e si svolgerà in cinque basi: Fort Huachuca (Arizona) e Fort Bliss (Texas), legate alla missione al confine meridionale, Naval Base Kitsap (Washington), Grand Forks (Nord Dakota) e Whiteman (Missouri). Saranno militari a usare e manutenere le armi. Servirà a raccogliere dati in tempo reale su prestazioni, costi e requisiti di impiego e manutenzione. Il relativo comunicato ufficiale non dice quale sistema andrà in quale base, quanti ne saranno schierati né quanto costerà il programma.
Perché conta
- Il costo per sparo è l'argomento principale, ma non basta. Laser e microonde costano molto meno di un missile o anche di un proiettile e non lasciano ordigni inesplosi. Il generale Matt Ross, direttore della task force, ha però avvertito di non fidarsi del solo calcolo per colpo: se un sistema da 6 milioni spara una volta all'anno, ha detto, non si può sostenere che quel colpo costi 8 centesimi;
- I tre laser puntano un raggio su un drone alla volta finché non lo bruciano: più è alta la potenza, meno tempo serve. La microonda Leonidas, l'unica del programma, emette invece un impulso che sovraccarica l'elettronica dei droni e può neutralizzarne molti in un colpo solo, anche uno sciame, ma ha un raggio più ampio e solleva dubbi sugli effetti sui sistemi vicini (ad esempio i voli civili). Nel 2025 Epirus ha dichiarato che Leonidas ha messo fuori uso 61 droni bersaglio, compreso uno sciame di 49 con un solo impulso;
- Il LOCUST di AeroVironment è montato su un pallet trasportabile con camion o nave: nell'ottobre 2025, scrive Defense News, ha abbattuto droni bersaglio dalla portaerei George H.W. Bush, e a settembre l'esercito ha ordinato alla società la versione da 30 kW per 464,8 milioni di dollari. Il laser di Boeing ha una potenza più bassa, 5 kW, e per questo richiede più tempo sul bersaglio, ma è più piccolo e facile da spostare; nel 2024 ha abbattuto in Arabia Saudita droni di "Gruppo 3", fino a circa 600 chili. Il Firefly di Kord può andare da 5 a 40 kW e, secondo l'azienda, abbatte un piccolo drone in pochi secondi.
Adesso
- Il dispiegamento. Le modalità vanno definite con i comandanti delle basi, con le operazioni attese entro fine anno. Task force, servizi, Comando Nord degli Stati Uniti e autorità federali del trasporto aereo coordineranno il lavoro;
- A dicembre una nuova prova. Il Pentagono ha annunciato per dicembre a Dugway Proving Ground (Utah) una gara di tiro per altri sistemi laser e a microonde: secondo Ross, chi andrà bene potrà ricevere subito un ordine di acquisto per avviare le linee di produzione;
- Il pilota è un tassello dell'iniziativa "Domestic Shield" per proteggere i siti prioritari della Difesa negli Stati Uniti: il 29 settembre l'esercito ha annunciato che la JIATF-401 ha assegnato 10 contratti per un valore massimo di 4,15 miliardi di dollari per sensori, mirini ottici e sistemi a cannone.