News & BusinessPolitica Internazionale, Sicurezza & Resilienza
Il Pentagono acquista dalla britannica Bae Systems 25 mila kit per trasformare razzi non guidati in munizioni a guida laser per abbattere i droni a basso costo

Cos’è successo
Il dipartimento della Difesa americano - ribattezzato dipartimento della Guerra dall’attuale amministrazione repubblicana - ha firmato un accordo quadro con la britannica Bae Systems per acquistare fino a 25 mila kit di guida Apkws (Advanced Precision Kill Weapon System) l'anno, per un massimo di sette anni. I kit trasformano razzi non guidati da 2,75 pollici in munizioni a guida laser, sono in dotazione a tutte e quattro le forze armate Usa e sono diventati un'alternativa più economica ai missili aria-aria per abbattere i droni. Il Congresso deve ancora approvare e finanziare l'acquisto, precisa il Pentagono, mentre Bae dice che aumenterà la produzione nel frattempo, in attesa di definire un contratto pluriennale. Nessuna delle due parti ha comunicato il costo.
L'accordo prevede anche un percorso per salire a 35 mila kit l'anno per gli alleati, con la capacità aggiuntiva che entrerà in produzione man mano che i Paesi partner richiederanno formalmente i kit attraverso il programma Foreign Military Sales. Secondo Michael Duffey, sottosegretario del Pentagono per acquisizione e sostegno logistico, l'intesa garantisce domanda pluriennale e mantiene le linee produttive a piena capacità, fornisce alle forze armate scorte di intercettori e "rovescia il calcolo dei costi a favore del contribuente". Bae costruisce i kit a Hudson, nel New Hampshire, e ad Austin, in Texas, e a febbraio aveva consegnato il centomillesimo. La cifra di 25.000 coincide con la capacità che l'azienda aveva già indicato nel 2023.
Perché conta
- Il sistema Apkws è un modo per usare un razzo economico, trasformato in arma guidata, contro droni che con missili aria-aria costerebbero molto di più per ogni bersaglio. L'accordo vuole garantire scorte a lungo termine;
- Il massimo teorico dell'accordo, 25 mila kit l'anno per sette anni, è di 175 mila kit, più dei circa 100 mila prodotti finora (calcolo nostro sulle cifre della fonte);
- Il contratto della Marina, firmato nell'agosto 2025, vale fino a 1,74 miliardi di dollari e copre fino a 55.000 kit per Marina, Esercito e clienti esteri, con completamento previsto a dicembre 2031;
- L’Arabia Saudita ha ottenuto a luglio l'approvazione del Dipartimento di Stato per un possibile pacchetto da 1,96 miliardi di dollari che comprende fino a 20.000 kit, metà aria-aria e metà aria-terra. L'Italia sta valutando l'acquisto di 5.031 kit per la difesa contro i droni, secondo Defense News;
- L'accordo è l'ultimo di una serie di intese quadro firmate quest'anno dal Pentagono per aumentare la produzione di munizioni, come quella di gennaio con Lockheed Martin per più che triplicare gli intercettori Pac-3 Mse, e quella di marzo con Bae e Lockheed per quadruplicare i sensori dell'intercettore Thaad.
Adesso
- Se il Congresso approvasse e finanziasse l'acquisto, l'accordo quadro potrebbe tradursi in un contratto pluriennale, con costo e quantità ancora da definire;
- Se gli alleati presentassero richieste formali tramite il programma Foreign Military Sales, la capacità per l'export potrebbe crescere fino a 35 mila kit l'anno. L'Italia e l'Arabia Saudita sono i due casi aperti;
- Se il modello degli accordi quadro continuasse, altre armi a basso costo contro droni potrebbero seguire lo stesso percorso: per ora il Pentagono l'ha usato su Pac-3, Thaad e Apkws.