News & BusinessEconomia & Mercati
Nel 2026 quasi il 30% delle auto in tutto il mondo sarà elettrica

Cos’è successo
Le vendite mondiali di auto elettriche si apprestano a una nuova accelerazione nel corso del 2026, con proiezioni dell'Agenzia internazionale dell'energia (Aie) che stimano il raggiungimento di 23 milioni di unità immatricolate, pari a quasi il 30% del mercato automobilistico globale. Nonostante una leggera flessione iniziale in Cina e negli Stati Uniti, dovuta ad alcune modifiche agli incentivi statali, il settore dimostra una notevole resilienza, trainato dall'espansione in Europa e nell'area Asia-Pacifico.
Questa transizione di massa è ulteriormente stimolata dal calo dei costi delle batterie e dalla grave crisi energetica in corso nel Medio Oriente, sebbene rimanga forte la centralità manifatturiera e tecnologica di Pechino, che da sola controlla il 60% delle vendite globali e l'80% della produzione delle celle per le batterie.
Perché conta
L'espansione di questo mercato ha una rilevanza non solo economica, ma anche strategica a differenti livelli geografici ed economici.
- A livello globale, la diffusione dei veicoli elettrici rappresenta una risposta concreta e un elemento di decompressione rispetto al più grande shock dell'offerta di petrolio della storia recente;
- Sul piano europeo, la vigorosa crescita delle vendite, aumentate di circa il 30% nel primo trimestre del 2026, conferma la centralità del continente come motore trainante della transizione ecologica mondiale;
- A livello italiano, l'evoluzione tecnologica e il cambiamento dei consumi impongono una rapida riconversione industriale e commerciale per non perdere competitività rispetto ai concorrenti internazionali.
Adesso
- Lo scenario regolatorio vedrà l'Ue impegnata a calibrare le proprie politiche ambientali per mantenere stabili i flussi di vendita anche in assenza di incentivi diretti;
- Sul fronte dell'indipendenza strategica, le istituzioni e i costruttori dell'Ue dovranno trovare formule per diversificare l'approvvigionamento di materiali critici, riducendo l'attuale dipendenza dalla filiera manifatturiera cinese che esporta oltre 2,5 milioni di unità;
- Per quanto riguarda l'Italia, lo scenario prevede la necessità di accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica capillare ed efficiente per accogliere la flotta di veicoli in aumento e allinearsi ai ritmi di adozione del resto d'Europa.