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Negli Usa rilasciate 32 mln di zanzare geneticamente modificate per eliminare le specie che trasmettono dengue e Zika

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Negli Usa rilasciate 32 mln di zanzare geneticamente modificate per eliminare le specie che trasmettono dengue e Zika

Cos’è successo

Negli Stati Uniti sono proseguiti i programmi che prevedono il rilascio di oltre 32 milioni di zanzare geneticamente modificate per controllare la diffusione di specie invasive capaci di trasmettere malattie come dengue, Zika e chikungunya.

L'approccio è semplice: vengono rilasciati maschi modificati, incapaci di pungere gli esseri umani, che si accoppiano con le femmine selvatiche producendo una progenie non vitale. Nel tempo la popolazione locale diminuisce senza l'utilizzo di insetticidi tradizionali. Sebbene il progetto riguardi oggi alcune aree degli Stati Uniti, il tema interessa sempre più anche Europa e Mediterraneo, dove l'espansione delle zanzare vettori è favorita dall'aumento delle temperature.

Perché conta

La medicina si sposta dall'individuo all'ecosistema. Per oltre un secolo abbiamo combattuto le malattie infettive con vaccini e farmaci. Qui il bersaglio non è il virus, ma l'organismo che lo trasmette.

  • Il cambiamento climatico modifica la geografia delle malattie. Dengue, chikungunya e altre infezioni trasmesse da vettori stanno comparendo sempre più spesso in aree che fino a pochi anni fa erano considerate a basso rischio.
  • Le biotecnologie ambientali stanno maturando. Le zanzare modificate rappresentano uno dei primi esempi di utilizzo della biologia per modificare attivamente un ecosistema con finalità sanitarie.
  • La prevenzione potrebbe diventare invisibile. Se il modello funzionasse, il successo non sarebbe misurato dal numero di persone curate, ma dal numero di infezioni che non si verificano.
  • La sfida è soprattutto sociale. Molte tecnologie di questo tipo sono tecnicamente realizzabili. Il vero ostacolo spesso riguarda accettazione pubblica, regolazione e governance.

Adesso

Da monitorare 3 aspetti.

  • Testare efficacia e sostenibilità. Ridurre una popolazione di zanzare è possibile; mantenere il risultato nel lungo periodo è la vera sfida;
  • L’Europa potrebbe essere la prossima interessata. L’espansione di dengue e chikungunya rende sempre più attuale il dibattito sulle biotecnologie ambientali;
  • Accettazione pubblica e regolazione saranno decisive. La domanda non è solo se la tecnologia funziona, ma quanto siamo disposti a modificare un ecosistema per prevenire malattie.

La domanda di fondo è provocatoria: se potessimo prevenire epidemie modificando gli insetti anziché curando i pazienti, saremmo pronti ad accettarlo? Perché una parte crescente della medicina del futuro potrebbe intervenire non sul malato, ma sull'ambiente che genera la malattia.

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