News & BusinessAssicurazioni
Munich Re torna prima al mondo tra i riassicuratori, ma il merito è anche dell'euro forte

Cos’è successo
Secondo il report "World's 50 Largest Reinsurers" di AM Best, pubblicato il 7 settembre, Munich Re ha ripreso a Swiss Re il primo posto tra i riassicuratori globali che adottano lo standard contabile IFRS-17, seguita da Swiss Re, Hannover Re e SCOR. Nel gruppo dei riassicuratori non-IFRS-17, Lloyd's ha invece scalzato Berkshire Hathaway dalla prima posizione, con Reinsurance Group of America (RGA) ed Everest Re rispettivamente terza e quarta.
Il sorpasso di Munich Re non riflette un vero miglioramento operativo: entrambi i gruppi hanno registrato un calo dei ricavi riassicurativi nel 2025 (-4,5% per Swiss Re, -3,7% per Munich Re al netto dei cambi), ma il rafforzamento dell'euro sul dollaro (+12,9% nell'anno) ha spinto Munich Re avanti nella classifica in dollari, dato che riporta i bilanci in euro mentre Swiss Re lo fa in dollari.
Perché conta
- Entrambi i leader restano solidissimi sul fronte tecnico: Munich Re ha chiuso l'anno con un combined ratio del 73,5%, Swiss Re del 79,5% — tra i migliori risultati assoluti tra i riassicuratori IFRS-17, superati solo da Sompo International e Hiscox (uniche altre compagnie sotto l'80%);
- Il sorpasso di Lloyd's su Berkshire Hathaway riflette invece una dinamica reale di mercato, non solo valutaria: i premi lordi di Lloyd's sono cresciuti del 7,1% (al netto del cambio), trainati dall'ingresso di nuovi sindacati e dalla forte domanda di coperture catastrofali, mentre quelli di Berkshire sono calati del 7,9%, per la scelta esplicita del management di privilegiare la disciplina di sottoscrizione rispetto al volume in un mercato property-cat sempre meno redditizio;
- Il caso Everest Re conferma la stessa tendenza: crescita dei premi quasi piatta, dopo importanti rafforzamenti di riserva sul ramo casualty nel 2024-2025, in un settore dove sempre più operatori scelgono di rinunciare a volumi pur di difendere la redditività.
Adesso
- Il vero indicatore da seguire non sarà la classifica in sé (soggetta a oscillazioni valutarie) ma la tenuta della disciplina di sottoscrizione: RenaissanceRe, pur con una crescita dei premi quasi nulla (+0,1%), ha comunque generato un ROE del 25,9% e 1,3 miliardi di dollari di utili tecnici — segno che, in questa fase di mercato, la prudenza paga più della crescita;
- Resta da vedere se la stessa Insurance Journal, nello stesso numero, pone la domanda esplicita se i riassicuratori riusciranno a mantenere questa disciplina o se tornerà una concorrenza "irrazionale" sui prezzi, proprio mentre il mercato mostra ancora ampia capacità disponibile;
- Il tema valutario resterà una variabile chiave anche nei prossimi trimestri: un dollaro debole continua a favorire artificialmente i gruppi che riportano in altre valute (euro, sterlina), un effetto puramente contabile che può ribaltarsi rapidamente in caso di inversione dei tassi di cambio.