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Multi-Species Justice (MSJ): proposte 4 direttrici di trasformazione per valutare il deterioramento naturale

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Multi-Species Justice (MSJ): proposte 4 direttrici di trasformazione per valutare il deterioramento naturale

Cos’è successo

Uno studio pubblicato su npj Urban Sustainability da Mottaghi e McCormick propone un framework di Multi-Species Justice (MSJ) per ripensare la governance delle Nature-Based Solutions (NbS) in Europa. Il modello identifica quattro direttrici di trasformazione istituzionale: rethinking, reframing, regenerating e relearning.

Secondo il paper, anche modifiche incrementali nei processi decisionali possono produrre effetti sistemici sulla valutazione degli asset naturali. Un albero urbano, ad esempio, non viene più considerato solo come infrastruttura climatica o captatore di CO₂, ma come nodo ecosistemico con relazioni funzionali verso impollinatori, biodiversità e resilienza ambientale urbana.

Perché conta

Il paper segnala che i modelli economici e assicurativi costruiti sulle NbS rischiano di sottostimare il deterioramento funzionale degli asset naturali nel medio-lungo periodo. La biodiversità smette di essere una variabile reputazionale e diventa una componente di rischio operativo.

  • I modelli di pricing per infrastrutture blu-verdi che ignorano biodiversità e relazioni ecosistemiche possono sottovalutare perdita di performance, aumento della vulnerabilità climatica e degrado progressivo degli asset assicurati;
  • Metriche come farmland bird index, connettività per impollinatori e bilanci di nutrienti potrebbero diventare indicatori chiave nei contratti assicurativi agri-ambientali e nelle valutazioni ESG legate all’adattamento climatico;
  • Per gli assicuratori europei emerge un vantaggio competitivo regolatorio: integrare criteri multi-specie oggi significa anticipare requisiti collegati a European Union Nature Restoration Law e Biodiversity Strategy 2030.

Adesso

  • Il mercato assicurativo potrebbe evolvere verso polizze climatiche che incorporano performance ecologica e biodiversità come variabili dinamiche di rischio e non solo come criteri accessori ESG;
  • Le amministrazioni pubbliche europee potrebbero iniziare a richiedere standard tecnici più avanzati per finanziare NbS attraverso fondi climatici e programmi urbani di adattamento;
  • La trasformazione sarà probabilmente graduale ma cumulativa: piccoli cambiamenti nei framework di governance possono ridefinire nel tempo il valore economico, assicurativo e regolatorio degli asset naturali urbani e agricoli.

Fonte

https://www.nature.com/articles/s42949-026-00403-3.pdf

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