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Meno di 10 pacchi respinti su un milione, l'European Product Act punta a cambiare i controlli doganali Ue

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Meno di 10 pacchi respinti su un milione, l'European Product Act punta a cambiare i controlli doganali Ue

Cos’è successo

Dal primo luglio per ogni pacco dal valore al di sotto dei 150 euro che vogliamo far entrare nel mercato unico bisogna pagare un dazio da 3 euro. In pochi mesi ha ridotto i flussi dalla Cina del 30-40%, secondo le dogane francesi. Tra giugno e luglio i volumi di importazioni per prodotti low-cost provenienti da Temu sono crollati del 50% e quelli di AliExpress del 37%.

Ma ora arriva il pezzo che conta davvero: l'European Product Act. È il pacchetto di policy con cui la Commissione riscrive le regole d'ingresso di qualsiasi prodotto nel mercato unico — marcatura CE, norme tecniche, vigilanza — e la proposta è attesa entro settembre. Il contesto: nel 2025 sono entrati nell'UE 5,9 miliardi di pacchi sotto i 150 euro, quasi 180 al secondo, il 97% di tutte le spedizioni.

Perché conta

Il problema non sono le regole, ma chi le fa rispettare. Il dazio colpisce il portafoglio dei consumatori e non aumenta la sicurezza alle dogane. E qui i numeri della Commissione sono preoccupanti. Nel 2025 le dogane hanno controllato solo 65 articoli per ogni milione di pacchi importati e ne hanno respinti meno di 10 per milione, mentre i volumi delle importazioni sono triplicate rispetto al 2022. Dove i controlli sono stati fatti sul serio il quadro peggiora: su 20.040 giocattoli e prodotti elettronici ispezionati tra aprile e giugno 2025, più della metà violava le norme UE e l'84% dei campioni testati in laboratorio è risultato pericoloso. L'EPA tocca tre pilastri insieme — il New Legislative Framework (NLF: accesso al mercato e marcatura CE), la vigilanza del mercato e la standardizzazione — e li aggancia al passaporto digitale di prodotto, leggibile da dogane e consumatori.

  • Per l'Italia, secondo manifatturiero d'Europa, è un tassello fondamentale: le imprese che pagano la conformità competono con merce che entra senza controlli;
  • Sul tavolo c'è un'autorità europea di vigilanza del mercato: sarebbe il primo trasferimento di potere sanzionatorio sulle merci dalle capitali a Bruxelles;
  • Sì, ma il pacchetto è venduto come semplificazione, mentre il passaporto digitale dei prodotti è un costo fisso che le grandi piattaforme assorbono e le PMI no.

Adesso

  • Primo ottobre 2026: scatta il contributo italiano da 2 euro sui pacchi extra-Ue, che si somma al dazio europeo da 3. La Francia ha fatto il contrario, sospendendo la propria tassa nazionale per lasciare spazio a quella europea. Roma ha già rinviato tre volte: la legge di bilancio 2027 è la prossima finestra utile;
  • Sempre dal primo ottobre la Commissione deve verificare ogni mese se i venditori escono dallo sportello unico IOSS per aggirare il dazio. In autunno arriva la handling fee europea, importo e data ancora da definire. Intanto le piattaforme cinesi spostano gli stock nei magazzini europei;
  • La proposta EPA arriva entro settembre o slitta al quarto trimestre, accanto al Digital Fairness Act. Poi commissione IMCO del Parlamento e Consiglio Competitività: applicazione realistica nel 2028, quando cade del tutto l'esenzione sotto i 150 euro e parte l'EU Customs Data Hub, la banca dati doganale unica.

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