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Longevità: dalla cura della malattia alla gestione dell’invecchiamento
Cosa è successo?
Il report Ipsos The Longevity Shift segnala che nel 2025 la longevità è diventata un asse strategico della sanità e dell’industria farmaceutica. Non si parla più solo di allungare la vita, ma di estendere la healthspan: anni vissuti in buona salute, autonomia e funzionalità. Il mercato si sta strutturando attorno a cinque aree chiave: terapie cellulari e molecolari (senolitici, NAD+), “system optimizers” su metabolismo e immunità, prevenzione sperimentale (gene therapy, reprogramming), diagnostica e biomarcatori (biological age), e farmaci riposizionati come GLP-1 e metformina. L’obiettivo biologico converge su tre leve: rimuovere il danno, ripristinare la funzione, riprogrammare i sistemi.
Perché è importante?
Per i sistemi sanitari europei, sotto pressione per invecchiamento e cronicità, la longevità sposta il baricentro da cure tardive a prevenzione e resilienza. Per l’industria, apre un nuovo ciclo di valore: trial più lunghi, endpoint diversi, maggiore peso di real-world evidence e diagnostica. Big pharma, biotech, piattaforme R&D e modelli direct-to-consumer competono su terreni regolatori ancora frammentati, con potenziale impatto su spesa sanitaria e produttività.
E adesso?
La sfida è integrare la longevità nelle politiche pubbliche e nei portafogli industriali senza creare sanità “a due velocità”. Servono regole chiare, HTA adattata e investimenti mirati: chi riuscirà a dimostrare benefici misurabili su salute e costi guiderà il prossimo paradigma della medicina.