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Le superfici coltivate a grano duro sono calate del 10% dal 2012, Giansanti: "Investire su produzione italiana, serve etichettatura chiara"

4 min di lettura
Le superfici coltivate a grano duro sono calate del 10% dal 2012, Giansanti: "Investire su produzione italiana, serve etichettatura chiara"

Cos’è successo

Il 15 luglio si apre l'assemblea estiva confederale di Confagricoltura. Alle 18 il presidente Massimiliano Giansanti incontrerà il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. Tra i temi principali che Giansanti porterà al centro del confronto, anticipati in un'intervista alla vigilia dell'incontro a Future Proof Society, ci sono la crisi del riso e la crisi dei cereali, entrambe descritte da Giansanti come crisi europee e non solo italiane, con prezzi e situazioni di difficoltà registrati in tutto il territorio dell'Unione.

Il confronto si inserisce in un quadro più ampio segnato dalle criticità legate al Fondo unico della PAC, che Confagricoltura contesta a Bruxelles, e dal caro fertilizzanti, aggravato dagli effetti della crisi dello Stretto di Hormuz. Proprio su quest'ultimo fronte Giansanti arriva all'incontro reduce da Bruxelles, dove come presidente degli agricoltori europei ha appena negoziato con la Commissione un aumento del plafond europeo per il sostegno ai fertilizzanti, salito da 400 a oltre 500 milioni di euro.

Perché conta

Riso e cereali condividono la stessa dinamica di fondo, prezzi schiacciati dal mercato globale e crescente difficoltà a difendere la produzione italiana dalla concorrenza estera, in un contesto in cui anche le regole europee su fondi e materie prime pesano sempre di più sui margini degli agricoltori.

  • L'Italia è il primo produttore europeo di riso, con esportazioni di qualità che arrivano fino in Giappone, ma il comparto è oggi in contrazione. Una crisi che per Giansanti nasce a Bruxelles, dalla rimozione delle clausole di salvaguardia sul riso europeo dentro vecchi accordi commerciali con Paesi dell'Est asiatico, pensati per disincentivare la produzione di armi favorendo altri beni, tra cui il riso, ma senza adeguati strumenti di garanzia per chi lo importa in Europa. Un comparto strategico per l'economia del Nord-Ovest, che ha anche una forte valenza ambientale riconosciuta all'interno della PAC; "Il settore del riso oggi è fortemente condizionato dal mancato rinnovo delle clausole di salvaguardia soprattutto a livello di Bruxelles. Quello che chiederò al ministro è un forte impegno politico per cercare di individuare insieme al commissario al Commercio delle soluzioni che possano mitigare gli effetti dell'export di riso sul territorio europeo", ha detto Giansanti.
  • "I cereali oggi sono diventati a tutti gli effetti una commodity, il cui prezzo è determinato dal mercato globale, mentre la differenza è fatta dal costo di produzione e dalle quantità prodotte", ha aggiunto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. "Da una parte alti i costi, dall'altro bassi ricavi: il mix perfetto per far nascere una crisi", ha aggiunto il presidente. Una crisi, sottolinea ancora Giansanti, "che non è italiana ma è una crisi europea, quindi abbiamo registrato ovviamente prezzi e situazioni di crisi in tutto il territorio europeo, da nord a sud, da est a ovest";
  • Sul lato dei costi, la crisi dei cereali ha risentito anche dell'aumento dei prezzi dei fertilizzanti legato alla crisi dello Stretto di Hormuz, per chi non li aveva acquistati prima dell'impennata, un mix di alti costi e bassi ricavi che secondo Giansanti è il terreno perfetto per far nascere una crisi di sistema.

Adesso

Riso e cereali saranno al centro della discussione con il ministro Lollobrigida, con il presidente Giansanti pronto a portare delle richieste precise al tavolo del confronto.

  • Sui cereali sono auspicabili progetti di filiera per il grano 100% italiano che puntino a colmare il divario di autosufficienza sul grano duro, un'etichettatura chiara di origine estesa a tutti i comparti, dal grano duro al grano tenero al riso fino all'olio e all'ortofrutta, e un piano di medio-lungo periodo per rafforzare la capacità produttiva del sistema Italia su grano duro, mais e cereali in generale, puntando sulla ripresa di Agricoltura 4.0 e su nuove risorse per la ricerca genetica sulle tecniche TEA appena approvate dal Parlamento;
  • Confagricoltura che chiederà anche al ministro di portare il sostegno agli agricoltori italiani oltre i 100 milioni di euro.

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