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Le Regioni propongono un fondo da 1,5 miliardi per farmaci innovativi, rimborsati dalle aziende se non riducono ricoveri entro 3 anni

Cos’è successo
Nel documento di proposte per la legge di bilancio 2027, le Regioni chiedono l'istituzione di un Fondo per l'Innovazione a Risparmio Certificato, con una dotazione iniziale di 1,5 miliardi di euro presso il Ministero della Salute. Il meccanismo punta a finanziare farmaci innovativi, trattamenti e interventi di prevenzione capaci di generare, entro 36 mesi, risparmi verificabili per il Servizio sanitario nazionale: meno ricoveri, accessi al pronto soccorso, prestazioni diagnostiche e trattamenti aggiuntivi.
La proposta prevede un apposito ufficio AIFA per certificare i risultati e meccanismi di rimborso da parte delle aziende qualora gli obiettivi concordati non vengano raggiunti. È un cambio di prospettiva rispetto alla tradizionale gestione della spesa farmaceutica. L'innovazione non verrebbe valutata soltanto per il costo immediato, ma anche per la capacità di ridurre altre voci di spesa sanitaria.
Perché conta
- Il costo di un farmaco non coincide con il suo costo per il sistema. Un trattamento più costoso può evitare ospedalizzazioni, complicanze e ulteriori prestazioni, generando benefici economici in capitoli di bilancio diversi da quello farmaceutico. L'attuale organizzazione per compartimenti di spesa rende difficile riconoscere questi risparmi, anche quando sono clinicamente plausibili;
- Il pagamento a risultato esiste già, ma cambierebbe la scala della valutazione. Attraverso i registri AIFA, l'Italia utilizza da anni accordi di payment by result e risk sharing, che collegano parte del rimborso agli esiti clinici. La novità sarebbe estendere il principio all'impatto economico complessivo sul SSN, valutando non soltanto la risposta del paziente, ma anche i costi evitati nel percorso assistenziale;
- Certificare un risparmio è più difficile che misurare una risposta clinica. Attribuire una riduzione dei ricoveri a un trattamento richiede dati interoperabili, gruppi di confronto e metodologie condivise. Inoltre, la finestra di 36 mesi potrebbe penalizzare interventi preventivi i cui benefici economici maturano molto più lentamente.
Adesso
- Il primo passaggio sarà la legge di bilancio 2027. Il Fondo è ancora una proposta delle Regioni: servirà verificare se il Governo accoglierà lo stanziamento e con quali criteri di accesso, valutazione e responsabilità economica;
- Lo scenario più ambizioso è una governance fondata sul valore generato. Se funzionasse, il modello potrebbe incentivare trattamenti capaci di ridurre il carico complessivo di malattia, superando gradualmente la logica dei tetti di spesa e dei ripiani retroattivi. Senza un sistema di misurazione robusto, però, rischierebbe di aggiungere complessità ai meccanismi esistenti;
- La metrica decisiva sarà il risparmio netto verificabile. Bisognerà dimostrare che i costi evitati siano reali, attribuibili all'intervento e superiori alle nuove risorse impiegate, senza sacrificare efficacia clinica ed equità di accesso.
La questione non è semplicemente se l'Italia possa permettersi farmaci più costosi, ma se sia in grado di riconoscere, misurare e remunerare quelli che producono valore per l'intero sistema sanitario.