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Le imprese cinesi ricevono fino a 8 volte più sussidi statali delle concorrenti nei Paesi occidentali

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Le imprese cinesi ricevono fino a 8 volte più sussidi statali delle concorrenti nei Paesi occidentali

Cos’è successo

L’OCSE ha pubblicato il database MAGIC, uno studio senza precedenti che copre 525 grandi gruppi manifatturieri in 15 settori industriali dal 2005 al 2024. Nel 2024 i sussidi governativi totali hanno raggiunto 108 miliardi di dollari, pari all’1,3% dei ricavi delle imprese analizzate: il livello più alto dalla crisi finanziaria globale del 2009. A differenza del 2009, però, questo aumento non è temporaneo ma strutturale.

La Cina risulta nettamente fuori scala: le imprese cinesi hanno ricevuto in media tra 3 e 8 volte più sostegno pubblico rispetto alle imprese dei Paesi OCSE. Ancora più significativo: secondo le stime OCSE, circa il 60% delle quote di mercato globale conquistate dalle aziende cinesi tra 2005 e 2024 è direttamente spiegabile con i sussidi ricevuti. Nel settore dei semiconduttori la differenza è ancora più marcata: mentre la media mondiale dei sussidi è poco sopra il 2% dei ricavi, le imprese cinesi del settore hanno ricevuto quasi il 10% dei ricavi in aiuti pubblici nel biennio 2021-2022.

Perché conta

  • Il rapporto conferma in modo sistematico e quantificato che la Cina usa i sussidi statali come arma strategica di politica industriale, distorcendo pesantemente la concorrenza globale e accelerando il trasferimento di leadership tecnologica e di mercato;
  • L’Europa e gli Stati Uniti rischiano di perdere settori strategici (semiconduttori, rinnovabili, auto elettriche, batterie) senza una risposta coordinata, con conseguenze su sicurezza economica, catene di fornitura critiche e posti di lavoro;
  • Il rapporto conferma come l'indebolimento del mercato globale sia in atto da tempo e la competizione industriale sia diventata competizione tra modelli di Stato (Cina) e modelli di mercato (Occidente).

Adesso

  • Europa e Stati Uniti si trovano di fronte ad un bivio: trovare un dialogo per una risposta comune o, invece, perseguire soluzioni differenti ai sussidi pubblici adottati da competitori commerciali, in primis la Cina;
  • Strumenti come Foreign Subsidies Regulation UE, Inflation Reduction Act e nuovi dazi mirati sono in discussione per compensare lo svantaggio competitivo. L’OCSE e i Paesi G7 potrebbero spingere per regole internazionali più stringenti sui sussidi nei prossimi mesi, ma con scarse probabilità di adesione cinese;
  • La difficoltà europea riguarda le ritorsioni commerciali di Pechino che, forte della debole crescita economica europea e della presenza di numerose aziende europee sul suo territorio, punta a disinnescare qualsiasi iniziativa europea.

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