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Le esportazioni di gas naturale liquefatto del Qatar sono crollate del 96% in 6 mesi di guerra e le scorte europee diminuiscono

Cos’è successo
A sei mesi dall'inizio della guerra tra Stati Uniti e Iran, il Qatar è una delle vittime economiche più colpite del conflitto: le sue esportazioni di gas naturale liquefatto (Gil) sono crollate del 96%, secondo dati elaborati da Reuters. Prima della guerra, Doha forniva circa un quinto del Gnl consumato ogni giorno nel mondo; oggi quella capacità si è quasi azzerata. Gli stoccaggi di gas europei, nel frattempo, si trovano al minimo storico per questo periodo dell'anno almeno dal 2011, penalizzati da una stagione di riempimento estivo rallentata dal rincaro dei prezzi e dalla scarsità dell'offerta globale di Gnl.
Il contrasto con gli altri grandi esportatori del Golfo è netto. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq e Kuwait hanno visto le proprie esportazioni di petrolio colpite dal conflitto, ma in misura molto minore, e alcuni di questi Paesi sono riusciti a far uscire greggio dallo Stretto di Hormuz eludendo i rischi del transito, ad esempio utilizzando vie di terra verso il Mar Rosso. Il Qatar, che dipende quasi interamente dallo stretto per le sue spedizioni di gas, non ha avuto la stessa possibilità. I dati emergono mentre, sul campo, si intravedono spiragli di positività: questa mattina il gas naturale ha registrato un calo sulla piazza Ttf di Amsterdam, arrivando sotto quota 63 euro. Si tratta della risposta del mercato alla trattativa in corso tra Iran e Oman sulla riapertura dello stretto di Hormuz, che tuttavia resta tutt’altro che scontata.
Perché conta
- Secondo i calcoli di Reuters, il Qatar ha perso circa 24 miliardi di dollari di vendite di gas dall'inizio del conflitto, una cifra equivalente a circa cinque mesi di entrate del Paese sulla base dei dati del 2025;
- La società di intelligence sui dati energetici ICIS calcola che Doha abbia esportato appena 18 carichi di GNL nello stesso periodo dello scorso anno, contro i 509 registrati nei sei mesi precedenti la guerra;
- Due gasiere qatariote sono state attaccate nel corso del conflitto, mentre il produttore statale QatarEnergy non ha risposto alle richieste di commento di Reuters.
Adesso
- Le esportazioni statunitensi di Gnl hanno in parte compensato il vuoto lasciato dal Qatar sul mercato globale, ma non hanno impedito che le scorte europee di gas scendessero a un livello storicamente basso per questo periodo dell'anno;
- Questo lascia il continente esposto al rischio di forti rialzi dei prezzi in caso di un inverno rigido, un rischio che si somma alle difficoltà già registrate quest'estate nel riempimento degli stoccaggi;
- Il destino del Qatar resta legato all'evoluzione del conflitto e alla sicurezza dello Stretto di Hormuz: finché la rotta resta rischiosa per le gasiere, Doha difficilmente potrà tornare ai livelli di export pre-guerra, mentre i produttori di petrolio del Golfo hanno finora mostrato margini di manovra maggiori per aggirare il blocco.