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3 Paesi Ue difendono il sistema Ets e mettono in guardia sul rischio di indebolirlo

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3 Paesi Ue difendono il sistema Ets e mettono in guardia sul rischio di indebolirlo

Cos’è successo

Finlandia, Danimarca e Svezia hanno scritto ai leader dell'Ue, in particolare al presidente del Consiglio Antonio Costa, per avvertirli che indebolire il mercato europeo del carbonio, l'Emissions Trading System (Est), minerebbe gli investimenti nelle tecnologie pulite e penalizzerebbe chi ha già investito. Secondo la lettera, "qualsiasi indebolimento dell'Ets minerebbe la prevedibilità da cui dipendono le decisioni di investimento e rischierebbe di rallentare il ritmo della decarbonizzazione industriale". I tre Paesi nordici sostengono che ridurre l'ambizione "sposterebbe l'onere delle riduzioni delle emissioni su altri settori dell'economia", dove le opzioni di mitigazione sono spesso più difficili e politicamente più complicate.

La lettera arriva nel giorno in cui si apre il Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, che inizia proprio con la discussione sui prezzi dell'energia, saliti con le tensioni in Medio Oriente. Il Financial Times ha titolato che i prezzi in forte rialzo sono destinati a "sommergere" il vertice e a mettere in ombra il negoziato sul bilancio, destinato probabilmente a protrarsi ancora per diversi mesi. In questo clima, il fronte che chiede di alleggerire il sistema del carbonio, dall'Italia alla Repubblica Ceca, presenta il costo della CO2 come un freno alla competitività; i Nordici replicano che il sistema è la base di una strategia climatica e industriale che non può cambiare ogni volta che cambia il quadro.

Perché conta

  • L'Ets è tornato al centro del dibattito sull'energia. Il 30 settembre Italia e Repubblica Ceca hanno inviato alla Commissione un documento con proposte di misure temporanee: secondo le ricostruzioni, includono uno stop ai tagli delle quote gratuite per i settori Cbam, la revisione dei benchmark e una riduzione o sospensione dei ritiri dalla riserva di stabilità del mercato. A marzo, un gruppo di dieci Paesi guidati da Austria, Repubblica Ceca e Italia aveva già chiesto di estendere le quote gratuite oltre il 2034;
  • Meloni ha portato la stessa linea nelle sue comunicazioni al parlamento italiano in vista del vertice: correggere l'Ets perché il prezzo della CO2 "rifletta l'economia reale e non le logiche della finanza" e rinviare ancora l'Ets2, che dal 2028 estenderebbe il sistema a trasporti e riscaldamento. La premier lega la questione al prezzo marginale dell'elettricità, che trasferisce il costo della CO2 delle centrali a gas sul prezzo di tutta l'energia;
  • La Commissione ha finora resistito alle richieste di sospensione. La revisione dell'Ets1 presentata a luglio non tocca l'Ets2, il cui avvio era già stato rinviato di un anno a novembre 2025, e Bruxelles ha proposto anche di rinviare di un anno le norme sul metano, tra le critiche degli ambientalisti. Secondo i resoconti, la vicepresidente Teresa Ribera ha avvertito che sospendere il sistema non manderebbe segnali positivi e danneggerebbe la competitività.

Adesso

  • Se i leader decidessero di inserire nelle conclusioni un riferimento alla revisione dell'Ets, non cambierebbero direttamente le regole, ma darebbero un segnale politico che potrebbe pesare sul negoziato legislativo della revisione dell'Ets1 in corso tra Parlamento e Consiglio;
  • Se il fronte guidato da Roma e Praga ottenesse misure temporanee, i Nordici e gli altri difensori del sistema potrebbero chiedere condizioni, per esempio limiti di durata o garanzie di prevedibilità;
  • Se il Consiglio europeo evitasse di prendere posizione, la discussione si sposterebbe sulle trattative tecniche e probabilmente sul tavolo dei ministri dell'Ambiente e dell'Energia.

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