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Le emissioni dei gas fluorurati disciplinati dal Protocollo di Montréal (1,5 GtCO₂e nel 2022) restano trascurate dagli obiettivi climatici

Cos’è successo
Uno studio pubblicato su Earth System Science Data evidenzia che le stime delle emissioni di gas serra dipendono fortemente dal dataset e dalla convenzione metodologica adottati. Gli autori identificano tre sistemi di riferimento distinti (inventari nazionali UNFCCC, benchmark dei modelli climatici (IAM) e valutazioni del forcing climatico) che non sono pienamente interoperabili e possono produrre risultati molto diversi per lo stesso Paese.
Il caso più evidente riguarda il settore LULUCF (uso del suolo e foreste): a livello globale può essere stimato come un assorbimento netto di −3,7 GtCO₂e/anno oppure come una fonte netta di +5,2 GtCO₂e/anno, con uno scarto di quasi 9 GtCO₂e. Inoltre, alcuni Paesi come Australia e Canada escludono gli incendi boschivi classificandoli come "disturbi naturali", mentre le emissioni dei gas fluorurati disciplinati dal Protocollo di Montréal (1,5 GtCO₂e nel 2022) restano escluse dagli obiettivi dell'Accordo di Parigi.
Perché conta
L'assenza di criteri uniformi rende sempre più difficile confrontare gli impegni climatici di governi e imprese e aumenta il rischio di valutazioni ESG fuorvianti.
- Lo stesso Paese può apparire vicino o lontano dagli obiettivi net-zero semplicemente in funzione della metodologia utilizzata per contabilizzare le emissioni;
- Le differenze nei dataset incidono direttamente sulla credibilità degli NDC, dei target climatici aziendali e delle strategie di transizione dichiarate da emittenti e grandi gruppi industriali;
- Per il settore assicurativo e finanziario cresce il rischio di greenwashing, poiché portafogli ESG, obbligazioni sostenibili e strategie di investimento possono essere costruiti su metriche tra loro non comparabili.
Adesso
- La standardizzazione dei criteri di contabilizzazione delle emissioni diventerà un elemento sempre più centrale per garantire trasparenza nei mercati della finanza sostenibile;
- Assicurazioni, asset manager e investitori dovranno verificare esplicitamente quale dataset GHG è utilizzato nelle valutazioni climatiche delle controparti e nei processi di due diligence ESG;
- In un contesto di crescente contenzioso climatico e rafforzamento della regolamentazione europea sulla sostenibilità, la mancata trasparenza metodologica può trasformarsi in un fattore di rischio concreto per prodotti ESG, obbligazioni verdi, coperture D&O e polizze legate alla transizione climatica.
Fonte
https://essd.copernicus.org/articles/18/2549/2026/essd-18-2549-2026.pdf