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Le case valgono il 43% delle perdite economiche dirette da disastri e 228 mld di danni medi annui

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Le case valgono il 43% delle perdite economiche dirette da disastri e 228 mld di danni medi annui

Cos’è successo

Le abitazioni causano il 43% delle perdite economiche dirette da disastri riportate dai paesi attraverso il Sendai Framework Monitor, e circa la metà delle persone colpite da un disastro subisce danni o la distruzione della propria casa. Lo ha dichiarato il 13 ottobre l’Ufficio ONU per la riduzione del rischio di disastri (UNDRR) nella Giornata internazionale sul tema "Resilience Starts at Home".

La modellazione della Coalition for Disaster Resilient Infrastructure stima per gli edifici residenziali perdite medie annue di circa 228 miliardi di dollari da cicloni, alluvioni, tsunami e terremoti, il 53% delle perdite annue attese sul patrimonio edilizio mondiale per questi quattro rischi. A undici anni dal Sendai Framework, secondo UNDRR i progressi sulla mortalità non sono stati accompagnati da riduzioni paragonabili del numero di persone colpite o dei costi economici.

Perché conta

  • La prevenzione sulle case è il punto debole: UNDRR chiede di scegliere localizzazioni basate sul rischio, applicare standard costruttivi resilienti, adeguare gli edifici esistenti e ricostruire a standard più alti dopo un evento. Le case devono resistere, secondo i rischi, a terremoti, alluvioni, venti ciclonici o caldo estremo, anche con le proiezioni climatiche future;
  • L’allerta serve solo a chi è preparato: secondo il Lloyd’s Register Foundation World Risk Poll 2026, tra chi ha vissuto un disastro ricevendo un preavviso, ha potuto agire solo il 27% di chi non aveva né un piano familiare né fiducia di potersi proteggere, contro l’83% di chi aveva entrambi, con differenze marcate tra fasce di reddito;
  • I dati ufficiali mostrano dove sta il problema: negli ultimi dieci anni le perdite dirette riportate hanno superato i 1.000 miliardi di dollari e il tasso di persone colpite è raddoppiato, mentre i paesi con sistemi di allerta multirischio sono saliti a 128 dai 55 del 2015.

Adesso

  • Per il mercato italiano il tema è la copertura: secondo i dati citati dal settore, appena il 7% delle abitazioni ha una polizza contro le catastrofi naturali, e l’ANIA sta studiando con le istituzioni una forma di obbligo legata ad atti amministrativi, sul modello dell’attestato di prestazione energetica;
  • A ottobre la Commissione europea presenterà il quadro per la resilienza climatica e la Climate Insurance Alliance annunciata a settembre dovrà indicare strumenti per ridurre il rischio, oltre che per trasferirlo; le fonti indicano una data tra il 20 e il 28 ottobre;
  • Per gli assicuratori, case più sicure riducono i sinistri, ma la leva sta nelle norme edilizie, nella pianificazione e nella ricostruzione, più che nel prezzo del premio.

Fonte: https://www.undrr.org/news/un-calls-greater-investment-housing-resilience-homes-account-43-reported-disaster-losses

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