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Le batterie europee costano il 90% in più di quelle cinesi, ma il gap può diminuire del 60% entro il 2030

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Le batterie europee costano il 90% in più di quelle cinesi, ma il gap può diminuire del 60% entro il 2030

Cos’è successo

Un briefing pubblicato da Transport & Environment sostiene che il gap di costo tra batterie europee e cinesi può ridursi drasticamente entro il 2030 grazie a economie di scala e criteri “Made-in-EU” nell’Industrial Accelerator Act europeo. Oggi le celle prodotte in Europa costano in media il 17% in più rispetto a quelle statunitensi e il 90% in più rispetto a quelle cinesi.

Secondo l’analisi, il differenziale attuale non deriva da svantaggi strutturali ma da minore scala produttiva. Con supporto industriale e aumento della produzione, il gap potrebbe scendere dagli attuali $41-43/kWh a circa $14/kWh entro il 2030. L’impatto finale sul costo di un’auto elettrica sarebbe limitato a circa €500 medi, tra €300 e €750 a seconda del produttore.

Perché conta

Il dibattito europeo sulle batterie si sta spostando dal costo industriale alla sicurezza economica. Le batterie vengono sempre più considerate infrastrutture strategiche esposte a rischi geopolitici e weaponization delle supply chain.

  • Le batterie rappresentano tra l’83% e l’86% dei costi aggiuntivi legati all’onshoring della filiera EV, diventando il nodo centrale della strategia industriale europea su automotive ed energia;
  • Il report introduce il concetto di “sovereignty premium”: pagare temporaneamente batterie più costose viene interpretato come una polizza geopolitica contro dipendenze strategiche da Cina e volatilità delle catene di approvvigionamento;
  • Per produttori europei come ACC, PowerCo e Verkor, i criteri Union Content potrebbero determinare capacità di sopravvivenza industriale, accesso agli incentivi e possibilità di raggiungere scala competitiva.

Adesso

  • Il negoziato sull’Industrial Accelerator Act diventerà uno dei principali dossier industriali europei del 2026, con scontro tra filiera automotive, governi e sostenitori della sovranità industriale europea;
  • Bruxelles potrebbe estendere requisiti “Made-in-EU” non solo alle batterie finali ma anche a componenti upstream e materiali critici, collegandoli agli incentivi pubblici e alla fiscalità aziendale;
  • Se l’Europa non riuscirà a creare rapidamente scala produttiva, il rischio è una dipendenza strutturale dalla Cina in uno dei segmenti più strategici della transizione energetica e industriale europea.

Fonte

https://www.transportenvironment.org/articles/the-falling-cost-gap-between-eu-and-chinese-batteries

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