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Le 5 voci della Manovra 2027 che valgono il 78% dei 23,5 miliardi

Cos’è successo
Famiglia e welfare (5 miliardi), difesa (4,5), imprese (3,4), infrastrutture (3,1) e sanità (2,4): sono i cinque capitoli su cui il governo concentra la legge di bilancio 2027. Insieme valgono 18,4 dei 23,5 miliardi complessivi, il 78%. La Manovra 2027 nel suo complesso vale 23,5 miliardi, il 20% in più rispetto ai 18,7 miliardi a cui ammontava, allo stesso stadio, la Manovra 2026.
Le cifre vengono dal Documento programmatico di bilancio (DPB), inviato a Bruxelles il 15 ottobre, e dalle indiscrezioni sull’ultimo vertice di maggioranza. Alle misure fiscali, al centro del dibattito politico, vanno appena 2,1 miliardi; al fondo per le sentenze 1,9. Il Consiglio dei ministri è atteso mercoledì 28 ottobre.
Perché conta
La vera notizia sta nelle coperture. Secondo le indiscrezioni, 14,3 miliardi, il 61% del totale, arrivano in deficit aggiuntivo grazie alla clausola di salvaguardia nazionale, la deroga europea che consente di superare il percorso di spesa concordato con Bruxelles per difesa ed energia. Senza quella leva, lo spazio per le promesse dei partiti (flat tax, Irpef, pensioni) scende a 9-10 miliardi. Per l’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), senza clausola nel 2027 non ci sarebbe margine per nuove misure. Così il fisco, terreno di scontro tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia, pesa poco più del fondo sentenze. E la sanità ottiene meno della metà dei 5,5 miliardi chiesti dal ministro Schillaci.
- Il deficit sale al 3,4% del Pil nel 2027 e il debito al 138,5%, mentre l’Italia resta in procedura per deficit eccessivo (3,1% nel 2025): la clausola allenta il vincolo di spesa, ma non elimina il problema dei conti.
- Sì, ma: il DPB chiede a banche e assicurazioni circa 10,7 miliardi in tre anni, che si sommano ai circa 10 concordati l’anno scorso, e l’Abi risponde che "gli accordi si mantengono".
- Il fondo sentenze da 1,9 miliardi coprirà soprattutto aumenti e arretrati dei magistrati decisi dal Consiglio di Stato, circa 1 miliardo.
Adesso
- Mercoledì 28 ottobre il testo arriva in Consiglio dei ministri: resta per ora fuori l’Irpef al 33% fino a 55mila euro chiesta da Forza Italia, mentre la flat tax per le partite Iva fino a 100mila euro, cara alla Lega, richiede il via libera europeo perché tocca la direttiva Iva;
- Entro metà novembre il Consiglio Ecofin attiva la clausola, già approvata dalla Commissione l’8 ottobre; entro il 30 novembre arrivano il parere sul DPB e il verdetto sulla procedura per deficit. Esclusi i tagli generalizzati di accise e i sussidi fossili: da qui l’ipotesi dei fondi della Politica agricola comune (Pac) per il gasolio agricolo;
- Il Parlamento deve approvare entro il 31 dicembre, con lo spread Btp-Bund tornato a 124 punti, massimo dal 2024. Secondo le indiscrezioni, l’uscita a 64 anni con 36 di contributi voluta dalla Lega arriverà con decreto a gennaio, ma gli alleati spingono per le pensioni minime.